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Welfare aziendale a convegno in Confindustria Modena

Appuntamento al 22 settembre con il segretario generale della Cgil Susanna Camusso. L'intervista di EmmeWeb alla vicepresidente di Confindustria Modena Elena Salda per entrare nei contenuti dell'incontro

Si parlerà di lavoro e di welfare in azienda martedì 22 settembre alle ore 9.30 presso l'auditorium Fini di Confindustria Modena. Tra gli ospiti anche il leader della Cgil Susanna Camusso, oltre a diversi imprenditori con importanti casi aziendali da raccontare.
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EmmeWeb ha intervistato la vicepresidente di Confindustria Modena Elena Salda. Nella squadra di governo di Valter Caiumi Elena Salda si occupa di Welfare, Responsabilità sociale d’impresa e legalità. Come imprenditrice, poi, si è distinta negli anni per diverse iniziative legate proprio alla Rsi (su tutte l’inaugurazione nel 2007 dell’asilo aziendale).

Quanto è importante in questo preciso momento storico parlare di welfare in azienda?
«È importante stimolare il confronto tra gli imprenditori su questo tema. Prima di tutto per chiarire cosa si intenda con welfare aziendale, ovvero tutte quelle iniziative che l’impresa decide di realizzare per migliorare il livello di benessere dei propri dipendenti, con l’obiettivo di aumentare la produttività. I piani di welfare aziendale sono, senza dubbio, un innovativo strumento di relazione tra impresa e dipendenti, capace di creare valore per entrambi in un'ottica "win win": vincono tutti in azienda, nessuno è perdente. Partendo da questi presupposti abbiamo deciso di organizzare il convegno del 22 settembre, durante il quale gli imprenditori potranno ascoltare ed entrare in relazione con altri imprenditori, che hanno realizzato attività diverse ed efficaci; alcuni di questi, dialogando con i sindacati, sono riusciti condividere programmi completi di welfare, offrendo ai propri collaboratori servizi innovativi a supporto non solo della famiglia ma anche della formazione professionale per esempio».

I progetti di welfare hanno valore strategico nei piani di sviluppo aziendale? Quali vantaggi hanno gli imprenditori a realizzare iniziative di sostegno ai propri collaboratori?
«Sono convinta che il welfare aziendale abbia valore strategico e sia una modalità efficace di riduzione dell’assenteismo in azienda, di contenimento del turn over e un’efficace strumento di "employer branding" e di "talent scouting". Questi sono benefici concreti e misurabili. I servizi e le iniziative che rientrano nei programmi di welfare aziendale portano chiari vantaggi, sia ai collaboratori dell’impresa, che possono ottenere una somma in servizi maggiore rispetto a quello che riceverebbero in busta paga, sia per le aziende, che possono usufruire di un trattamento fiscale agevolato per l’implementazione di questo tipo di iniziative. Per cui è importante che gli imprenditori vedano i progetti di welfare aziendale come un'opportunità di crescita per le proprie aziende e i dipendenti come una maggiore possibilità di ottenere più servizi a supporto soprattutto della famiglia e della conciliazione del tempo casa-lavoro. Più in generale solo attraverso l’implementazione di piani di welfare aziendale condivisi tra tutti gli attori che fanno riferimento all’impresa, sindacati, governo e amministrazione locale, sarà possibile tendere a un modello di sviluppo economico complessivo realmente efficiente e sostenibile nel tempo».

Qual è il livello della contrattazione sindacale intorno ai temi del welfare in provincia di Modena?
«La contrattazione sindacale intorno a questi temi è rimasta bloccata per diverso tempo a causa della crisi economica. Ci sono comunque alcuni casi di imprenditori del nostro territorio che hanno autonomamente realizzato iniziative di welfare aziendale per i propri collaboratori, dialogando apertamente con i sindacati. Purtroppo la situazione è ancora a macchia di leopardo. Ci sono nondimeno dei segnali importanti e confortanti, che fanno ben sperare per il futuro. Lo Stato in tutto questo non aiuta: vige al momento una normativa fumosa e poco chiara sul confine che esiste tra welfare pubblico e welfare aziendale. Questo impasse va assolutamente superato e il governo deve farsene carico».

(14 settembre 2015)