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Vendemmia 2010, dall'Emilia un vino di qualità

Per il presidente dell'associazione degli enologi emiliani Sandro Cavicchioli le condizioni climatiche difficili non dovrebbero intaccare la resa dei vitigni. Produzione sui livelli 2009 con 3 milioni e 600 mila ettolitri di vino

È iniziata in questi giorni la raccolta delle uve nei vigneti dell'Emilia. Dal punto di vista quantitativo non si prevedono sostanziali differenze rispetto al 2009 (quando la produzione delle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna si è attestata intorno ai 3 milioni e 600 mila ettolitri di vino), mentre la qualità si preannuncia buona nonostante le condizioni climatiche difficili.

Sono i principali risultati delle previsioni produttive realizzate dall'associazione degli enologi ed enotecnici italiani Assoenologi sulla base di una proiezione statistica.

All'inizio della settimana è iniziata, sulle colline da Bologna a Piacenza, la raccolta delle uve Chardonnay e Pinot base spumante. «Le prime uve rosse a essere raccolte», spiega il presidente di Assoenologi Emilia Sandro Cavicchioli, «sono quelle di Ancellotta, che mostrano grappoli e acini al di sotto delle normali dimensioni. La caratteristica delle uve finora giunte in cantina è una gradazione più bassa rispetto all'anno scorso e un colore meno intenso. Per questo vitigno si stima una produzione in calo del 10-15 per cento».

Occorreranno ancora due settimane, invece, prima che vengano raccolte le uve di Lambrusco Salamino, il primo a essere vendemmiato; a seguire toccherà al Sorbara e, per ultimo, al Grasparossa, i cui grappoli saranno pronti all'inizio di ottobre.

«In generale», spiega Cavicchioli, «i lambruschi osservati in vigna presentano grappoli pieni e acini mediamente grossi. Ci si aspetta, quindi, un'ottima resa in mosto. Questo nonostante le condizioni climatiche difficili: temperature molto rigide in inverno, andamento altalenante delle temperature in primavera ed estate. La vite, evidentemente, è più forte del clima bizzarro. Confidiamo in un settembre con giornate ricche di sole, poca pioggia ed escursioni termiche marcate tra giorno e notte».

Per i vini bianchi, dal Pignoletto modenese alla Spergola, dai Trebbiani reggiani alla Malvasia parmense e piacentina, si prevede una buona aromaticità dovuta al clima non troppo caldo dei mesi estivi.

Per quanto riguarda infine i prezzi delle uve e dei vini, la previsione per tutte le varietà di Lambruschi è di sostanziale stabilità. Discorso diverso per l'Ancellotta, che potrebbe veder aumentare le quotazioni (almeno nella prima fase di mercato) sia in conseguenza della minor produzione sia dell'aumento delle richieste di mercato negli ultimi mesi.

(01 settembre 2010)
Argomenti: Agroalimentare