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Vartui Kurkdjian: «All'export manager l'inglese non basta più»

Per l'avvocato intervenuto martedì mattina al convegno di Confindustria Modena sulla contrattualistica internazionale per limitare le controversie legali servono «la formazione sui contratti e un consulente di fiducia»

Vartui KurkdjianQuali sono gli errori più comuni che le imprese italiane fanno in materia di contrattualistica internazionale?
«Il problema principale, all'estero, è l'assenza di contratti: la tendenza a non lasciare documentazioni scritte per non impegnarsi e per non sbagliare è una delle ragioni per cui molti imprenditori rimangono privi di tutela al momento in cui serve. Una frequente causa di errori è data dalla fretta di concludere. Come tutte le aziende, anche i miei clienti spesso hanno fretta di concludere gli accordi. Per questa ragione nel nostro settore è necessario che la consulenza arrivi in tempi rapidi e tenga conto della mentalità d'impresa, che significa anche facilitare gli accordi anziché ritardare le trattative su questioni di scarso rilievo. È inoltre molto pericoloso utilizzare dei modelli di contratto senza approfondire se le condizioni sottoscritte siano valide nel Paese in cui si va a operare. Anche i silenzi nelle proposte delle controparti sono insidiosi e difficili da ravvisare e fanno parte delle cause più frequenti di controversie. Pure la convinzione che per fare un contratto internazionale basti sapere bene l'inglese può comportare degli imprevisti dovuti proprio alla mancata conoscenza delle conseguenze giuridiche di certi termini».

Che cosa si può fare per prevenire il nascere di controversie?
«Sicuramente uno studio dell'accordo commerciale anche dal punto di vista della normativa applicabile e del contratto da sottoscrivere aiuta a prevenire il nascere di controversie. Se il contratto ha individuato e risolto in anticipo quante più cause di un possibile contenzioso, si ridurranno le probabilità di liti sulle "zone grigie" degli obblighi delle parti. Sotto questo profilo la formazione sui contratti non pretende di trasformare in un avvocato un export manager, ma sicuramente gli offre la possibilità di conoscere quali siano gli errori più frequenti da evitare e aiuta a individuare i punti critici da approfondire, eventualmente anche assieme al consulente di fiducia».

(20 ottobre 2010)