«Vorrei ricordare, innanzitutto, che si tratta di una scelta politica, della decisione legittima del Consiglio comunale.
In secondo luogo, vorrei sottolineare che non ci troviamo di fronte a una decisione improvvisa, ma all'approvazione di un provvedimento già adottato il 23 marzo 2009, che ha seguito il dovuto iter della pubblicazione, della presentazione e della valutazione delle osservazioni.
Premesso che il giudizio che noi esprimiamo su questo provvedimento non è di natura politica bensì frutto di una riflessione oggettiva sulla necessità di rispondere a una domanda edilizia della città, nel merito non possiamo che concordare con i contenuti della delibera.
La costruzione di 1.100 abitazioni, da realizzare in parte nell'ambito dell'edilizia convenzionata e in parte in attuazione del Piano Casa nazionale, costituisce una risposta concreta alla necessità di abitazioni per le fasce sociali con reddito medio-basso.
Mi preme specificare che il Piano Casa prevede la creazione di strumenti del tutto innovativi per l'attuazione di interventi di housing sociale attraverso il quale si potrà mettere a disposizione dei modenesi un numero consistente di abitazioni in affitto con canoni mensili di circa 300 euro, oltre a case a riscatto e ad abitazioni in vendita a prezzo convenzionato.
Del tutto nuova anche la forma di finanziamento, realizzata attraverso il Sistema dei fondi immobiliari, nazionale e locali, nei quali potranno confluire gli specifici contributi pubblici (statali, regionali e locali) a fondo perduto, nonché i capitali della Cassa depositi e prestiti, delle fondazioni bancarie e di altri investitori privati tra cui le stesse imprese di costruzione. Questo sistema consente una inedita forma di partenariato pubblico-privato che prevede anche la successiva gestione degli immobili, che saranno peraltro realizzati con standard qualitativi notevolmente superiori agli attuali.
Senza l'approvazione della variante di Poc, sarebbe stato impossibile accedere a queste risorse attualmente disponibili. Perché per potere utilizzare i fondi statali e regionali stanziati è necessario che i programmi di edilizia abitativa vengano presentati dalle Regioni al ministero entro il prossimo mese di ottobre e che i terreni adibiti a tali interventi siano già urbanisticamente destinati allo scopo.
Credo che al di là delle polemiche inutili occorra riflettere seriamente sulle opportunità che offrono questi nuovi strumenti. E scommettere sulle capacità di Modena di saperli utilizzare al meglio.
Auspico inoltre che le imprese modenesi sappiano esprimere l'efficienza e le capacità per essere protagoniste di queste nuove e importanti iniziative. Certamente la decisione di questi investimenti non produrrà effetti immediati nella nostra economia, ma è fuori dubbio che il processo edile, pur nella sua lentezza, è uno degli elementi di traino dell'economia e dell'occupazione».
(31 maggio 2010)