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edilizia abitativa

Variante Poc, la posizione di Ance

Per il presidente Stefano Betti consente di mettere in campo strumenti innovativi di housing sociale. «È una risposta concreta alla necessità di abitazioni per le fasce sociali deboli»

Stefano Betti«Vorrei ricordare, innanzitutto, che si tratta di una scelta politica, della decisione legittima del Consiglio comunale.

In secondo luogo, vorrei sottolineare che non ci troviamo di fronte a una decisione improvvisa, ma all'approvazione di un provvedimento già adottato il 23 marzo 2009, che ha seguito il dovuto iter della pubblicazione, della presentazione e della valutazione delle osservazioni.

Premesso che il giudizio che noi esprimiamo su questo provvedimento non è di natura politica bensì frutto di una riflessione oggettiva sulla necessità di rispondere a una domanda edilizia della città, nel merito non possiamo che concordare con i contenuti della delibera.

La costruzione di 1.100 abitazioni, da realizzare in parte nell'ambito dell'edilizia convenzionata e in parte in attuazione del Piano Casa nazionale, costituisce una risposta concreta alla necessità di abitazioni per le fasce sociali con reddito medio-basso.

Mi preme specificare che il Piano Casa prevede la creazione di strumenti del tutto innovativi per l'attuazione di interventi di housing sociale attraverso il quale si potrà mettere a disposizione dei modenesi un numero consistente di abitazioni in affitto con canoni mensili di circa 300 euro, oltre a case a riscatto e ad abitazioni in vendita a prezzo convenzionato.

Del tutto nuova anche la forma di finanziamento, realizzata attraverso il Sistema dei fondi immobiliari, nazionale e locali, nei quali potranno confluire gli specifici contributi pubblici (statali, regionali e locali) a fondo perduto, nonché i capitali della Cassa depositi e prestiti, delle fondazioni bancarie e di altri investitori privati tra cui le stesse imprese di costruzione. Questo sistema consente una inedita forma di partenariato pubblico-privato che prevede anche la successiva gestione degli immobili, che saranno peraltro realizzati con standard qualitativi notevolmente superiori agli attuali.

Senza l'approvazione della variante di Poc, sarebbe stato impossibile accedere a queste risorse attualmente disponibili. Perché per potere utilizzare i fondi statali e regionali stanziati è necessario che i programmi di edilizia abitativa vengano presentati dalle Regioni al ministero entro il prossimo mese di ottobre e che i terreni adibiti a tali interventi siano già urbanisticamente destinati allo scopo.

Credo che al di là delle polemiche inutili occorra riflettere seriamente sulle opportunità che offrono questi nuovi strumenti. E scommettere sulle capacità di Modena di saperli utilizzare al meglio.

Auspico inoltre che le imprese modenesi sappiano esprimere l'efficienza e le capacità per essere protagoniste di queste nuove e importanti iniziative. Certamente la decisione di questi investimenti non produrrà effetti immediati nella nostra economia, ma è fuori dubbio che il processo edile, pur nella sua lentezza, è uno degli elementi di traino dell'economia e dell'occupazione».

(31 maggio 2010)