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il rapporto almalaurea

Università, sos laureati

Anche a Modena e Reggio Emilia i dati sulla condizione occupazionale dei neodottori sono in declino. Ingegneri e medici sono gli ex studenti che entrano nel mondo del lavoro più facilmente

L'indagine condotta dal consorzio interuniversitario Almalaurea, che nelle settimane scorse ha presentato i dati sulla condizione occupazionale dei laureati italiani, fotografa anche a Modena una situazione di declino. I laureati del nostro ateneo, rispetto ad altre università, continuano a ottenere performance migliori sul piano dell'inserimento nel mondo del lavoro e delle gratificazioni economiche. Ma i risultati non ripetono quelli del 2008. Il Rapporto ha coinvolto tutti i 3.129 laureati dell'anno solare 2008, intervistati nel 2009 a distanza di un anno dal conseguimento del titolo. Più in particolare la verifica ha riguardato 1.999 laureati di primo livello (triennale), 218 laureati di corsi di laurea a ciclo unico, 807 laureati specialistici-magistrali e 105 laureati pre-riforma.

In generale l'età media dei laureati del nostro ateneo è di 25,5 anni, ovvero un anno di meno rispetto alla media nazionale. I laureati dell'Università di Modena e Reggio Emilia sono tra i più regolari, con una durata media di studi di 3,8 anni, migliore rispetto a quella nazionale (4,1 anni) e di tutti gli altri atenei emiliano-romagnoli: Ferrara 4,1 anni, Bologna 4 anni e Parma 3,9 anni.

Occupazione
In generale, quasi due studenti su tre (64,5 per cento) hanno trovato lavoro già nel primo anno dalla laurea, che significa +7 per cento rispetto alla media occupati a livello nazionale e stabilmente davanti alla media degli altri atenei dell'Emilia-Romagna: a Ferrara sono il 62,9 per cento, a Parma il 59,5 per cento, a Bologna il 58,8 per cento.

Tra i laureati di primo livello gli occupati sono il 53,4 per cento (49,6 per cento la media nazionale), una percentuale che sale fino al 92,4 per cento per i laureati di corsi di laurea a ciclo unico (69,8 per cento la loro media nazionale) e all'80 per cento per i laureati delle specialistiche-magistrali (73,8 per cento la media nazionale).

Rispetto al 2008 c'è stato un peggioramento delle prospettive di assorbimento del mercato del lavoro stimabile in un 6,5 per cento.

I riflessi della crisi economica nel 2009 si sono fatti avvertire anche sul mercato del lavoro intellettuale, poiché da un tasso di disoccupazione pressoché fisiologico del 5,4 per cento nel 2008 l'anno scorso più di un laureato su dieci (11,9 per cento), dopo un anno dal titolo di studio, era ancora alla ricerca di un lavoro.

Aumenta il ricorso a forme di lavoro precario
L'incertezza della situazione economica ha generato un aumento della precarietà nel lavoro con una diminuzione (-1,8 per cento) delle forme di lavoro stabile e con il parallelo incremento del ricorso al lavoro atipico (+1,3 per cento) e dei contratti di inserimento lavorativo, formazione lavoro e apprendistato (+0,7 per cento), mentre è rimasta invariata la fetta di lavoratori laureati senza contratto, che rappresenta il 3,9 per cento sulla quota occupati.

Quanto guadagna un laureato a un anno dalla laurea?
Nel 2009 ha realizzato un compenso medio mensile di 1.104 euro, ovvero -28 euro rispetto ai colleghi laureatisi un anno prima, che comunque vale una retribuzione di 68 euro superiore alla media dei laureati italiani, ma anche migliore rispetto a quella degli altri colleghi degli atenei emiliano-romagnoli: 1.075 per quelli di Ferrara, 1.056 per quelli di Parma e 1.002 per quelli di Bologna.

Le donne continuano a essere penalizzate. Infatti la retribuzione media di un laureato uomo è di 1.209 euro, mentre le donne si fermano a 1.036 euro, che significa 173 euro di meno, anche se è inferiore al gap salariale tra laureati e laureate in Italia (239 euro).

I compensi più elevati sono quelli percepiti da quanti hanno conseguito una laurea a ciclo unico con 1.267 euro, mentre la differenza di retribuzione media tra un laureato delle triennale e uno della specialistica-magistrale è di 70 euro a favore dei primi (in media 1.068 euro, contro i  1.138 euro dei secondi).

Le facoltà più virtuose
Tasso di occupazione: la migliore performance è per i laureati di Scienze della Formazione (91,5 per cento), seguita da Farmacia (91,3 per cento) e da Medicina e chirurgia (89,5 per cento). Maglia nera per Giurisprudenza (39,9 per cento).

Ingresso nel mondo del lavoro: quelli che più rapidamente trovano lavoro sono i laureati di Ingegneria che devono attendere 1,2 mesi per l'assunzione, seguiti dai colleghi di Giurisprudenza (1,3 mesi) e di Farmacia (1,7 mesi). L'attesa più lunga per la chiamata al lavoro è per i laureati di Bioscienze e biotecnologie (3,6 mesi).

Stabilità: la maggiore stabilità nel lavoro è raggiunta dai laureati di Giurisprudenza (45,2 per cento), seguiti dai colleghi di Ingegneria (44 per cento) e da quelli di Scienze della comunicazione e dell'economia (40,5 per cento). Maggiori difficoltà per i laureati in Bioscienze e biotecnologie, che possono contare su un contratto a tempo indeterminato solo nel 18,4 per cento dei casi, e quelli di Lettere e filosofia con il 21,9 per cento.

Guadagno mensile: i meglio retribuiti sono i laureati in Medicina e chirurgia che percepiscono 1.305 euro, seguiti dagli ingegneri con 1.229 euro e dai farmacisti con 1.195 euro. I più insoddisfatti sono, ancora una volta, i laureati in Bioscienze e biotecnologie che devono accontentarsi di 749 euro.

(07 giugno 2010)
Argomenti: Formazione