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Unacoma unica rappresentante del movimento terra

Il collegio dei probiviri di viale dell'Astronomia non riconosce la neonata associazione Unacea

È Unacoma, all'interno di Confindustria, l'unica associazione titolata a rappresentare le imprese costruttrici di macchine per il movimento terra. La neonata Unacea si pone come un "doppione" e non può essere riconosciuta dalla confederazione di viale dell'Astronomia.

Questo il contenuto del lodo con cui Confindustria ha respinto il ricorso di Unacea definendo la questione in modo non più appellabile. Si risolve così il contenzioso nato nel dicembre scorso, quando un gruppo di industrie costruttrici di macchine per movimento terra si è scisso dall'Unacoma (che rappresenta il comparto sotto la sigla Comamoter), dando vita a una nuova organizzazione e chiedendo un riconoscimento nel sistema confindustriale.

Il lodo dei probiviri non lascia dubbi su quale sia l'ente legittimato a rappresentare il settore («solo Unacoma-Comamoter possiede i codici Ateco per il comparto in questione»), e stigmatizza anche la condotta di Finco, la federazione dei prodotti, impianti e servizi per le costruzioni che ha accolto al proprio interno l'Unacea.

Come chiarisce il lodo, «la possibilità che i costruttori di macchine movimento terra aderiscano alla Finco è rigorosamente subordinata a una previa collocazione degli stessi all'interno di Unacoma-Comamoter, unica sigla deputata alla rappresentanza di settore».

«L'Unacea si trova adesso in una posizione molto scomoda», commenta il presidente dell'Unacoma Massimo Goldoni, «avendo trascinato le proprie associate in un'avventura che non ha sbocco e che le colloca fuori dal sistema confindustriale. L'unico modo di ricomporre la questione è che le imprese aderenti ad Unacea tornino all'interno della struttura che giuridicamente e storicamente le rappresenta, contribuendo peraltro a realizzare il progetto di ampliamento e sviluppo dell'Unacoma in senso federativo».

Il progetto federativo, già avviato in seno a Unacoma con le modifiche statutarie recentemente approvate, prevede infatti che i comparti delle macchine agricole, della componentistica, delle macchine per il movimento terra e ulteriori settori della meccanizzazione, confluiscano all'interno di una Federazione nella quale gli assetti organizzativi e le sinergie permettano di garantire quel sistema di servizi (servizio tecnico, statistiche, promozione, internazionalizzazione, formazione, rappresentanza nelle sedi politiche e istituzionali) del quale mai come in questo momento i comparti della meccanica, e quello del movimento terra in particolare, hanno urgente bisogno.

(24 maggio 2010)
Argomenti: Confindustria