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Una macchina per sconfiggere le leucemie acute

Sabato 22 ottobre al ristorante Vinicio verrà organizzata una serata per raccogliere fondi per l'acquisto di un separatore di cellule che permetterà di effettuare anche presso il Policlinico una nuova tipologia di trapianto. EmmeWeb ha intervistato il direttore del reparto di Ematologia Mario Luppi

Mario Luppi, direttore di Ematologia presso il Policlinico di Modena

Al momento, in Italia, il trapianto aploidentico è praticato soltanto dall'ospedale San Raffaela di Milano e presso il reparto di Ematologia di Perugia. Per quanto riguarda la città di Modena, nel reparto di Ematologia del Policlinico vi è un'equipe altamente specializzata e formata che ha tutte le competenze cliniche e tecniche per realizzare questo tipo di trapianto.

Professor Luppi che cosa si intende per trapianto aploidentico? Quali sono le potenzialità e i vantaggi di questa nuova tecnica?
«Il trapianto di cellule staminali da donatore aploidentico si effettua utilizzando un donatore consanguineo compatibile al 50 per cento (padre, madre, fratello o cugino del paziente). Si utilizza questo tipo di trapianto per curare le forma di leucemie acute, quando non sono disponibili donatori compatibili (parenti o donatori da registro) o quando l'urgenza del trapianto non permette la ricerca di un donatore tra quelli inseriti nel registro. Purtroppo, il nostro Policlinico, pur essendo tra le poche strutture accreditate per poterlo praticare, non ha ancora a disposizione una specifica macchina, un separatore cellulare, indispensabile per rendere possibile questo tipo di trapianto».

Perché questo tipo di trapianto è così importante per lo sviluppo dell'attività del reparto di Ematologia del Policlinico di Modena?
«Poter svolgere questo tipo di trapianto anche presso il Policlinico di Modena porterebbe numerosi vantaggi: si renderebbe disponibile, in loco, questa forma di terapia sia per i pazienti di Modena città, che della provincia e in futuro anche ad altri centri e il nostro Centro di Modena potrebbe diventare punto di riferimento in ambito regionale. Inoltre si favorirebbe lo sviluppo di una attività di ricerca di alto livello come quella che già si svolge nei laboratori di Ematologia di Modena nel campo delle complicanze infettive dei trapianti, e dello sviluppo di nuovi protocolli di ricostituzione immunologica post-trapianto, volti a garantire la remissione duratura della malattia».

In cosa consisterà l'iniziativa organizzata sabato 22 ottobre dalla società del Sandrone di Modena?
«Sabato 22 ottobre, presso il ristorante Vinicio di Modena, ci sarà una serata conviviale per raccogliere fondi destinati all'acquisto del separatore cellulare che verrà donato al reparto di Ematologia del Policlinico di Modena. La Società del Sandrone, presieduta da Gian Carlo Iattici, ha risposto con grande entusiasmo alla nostra richiesta di aiuto».

(30 settembre 2011)
Argomenti: Cultura