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Tydock Pharma, storia di uno spin-off di successo

Quest'anno ha ottenuto un importante riconoscimento da parte dell'Istituto nazionale per il commercio estero che l'ha classificata tra i 15 spin-off più consolidati e promettenti d'Italia

Accrescere il portafoglio brevetti e sviluppare nuovi prodotti nell'ambito dello screening diagnostico e farmaceutico: sono questi gli obiettivi futuri di Tydock Pharma, la chemo-biotech company, spin-off dell'Università di Modena e Reggio Emilia, che svolge attività di ricerca su farmaci di nuova generazione e su composti chimici da utilizzare per la cura di patologie come la tubercolosi e l'Helicobacter Pylori.

Alberto Venturelli«Nel nostro settore», afferma Alberto Venturelli, uno dei 4 soci fondatori di Tydock Pharma, «non è sufficiente avere una buona idea né un alto livello di know-how per riuscire ad affermarsi. Occorre sviluppare contatti e alleanze. Per questo può essere decisivo fare parte di un circuito, che oltre a fornire supporto logistico permetta di avere una maggiore visibilità».

La visibilità, l'azienda modenese la conquista giorno dopo giorno a colpi di brevetti, collaborazioni e progetti. A oggi Tydock Pharma possiede 2 brevetti la cui domanda è stata estesa a livello internazionale: il primo relativo a un antibiotico attivo verso batteri che causano infezioni ospedaliere gravi, resistenti ai più comuni antibiotici; il secondo attivo verso infezioni parassitarie come leishamniosi e tripanosomiasi che affliggono i malati di Aids, nei paesi industrializzati, e larga parte della popolazione nei paesi africani, indiani e sudamericani. Un terzo brevetto, nell'ambito degli antitumorali, è in dirittura d'arrivo.

L'azienda partecipa al progetto europeo MM4TB (More Medicines for Tuberculosis) approvato dalla Commissione europea e che si svolgerà nel quinquennio 2011-2015. Il valore globale del progetto è superiore a 16 milioni di euro e Tydock Pharma, in partnership con altre aziende tra cui Sanofi Aventis e Astra Zeneca, parteciperà allo sviluppo di nuovi farmaci antitubercolari.

Sul fronte della lotta all'Helicobacter Pylori (il microrganismo responsabile dell'ulcera gastrica), Tydock Pharma svolge una ricerca all'interno di un progetto transnazionale che prevede la partecipazione di un'azienda spagnola, Aromics, e di una start up farmaceutica lombarda NaxosPharma.

I laboratori di Tydock PharmaMa le collaborazioni e le partnership non finiscono qui. «Con l'inglese Molecular Discovery», spiega Venturelli, «stiamo portando avanti uno studio sulla validazione di proprietà molecolari per il "drug design" e la validazione di nuovi software per la misura di proprietà biologiche».

Con il Dipartimento di Scienze Farmaceutiche di Modena, al cui interno Tydock Pharma continua ad avere la sede operativa, prosegue la sinergia sul tema della ricerca di nuovi composti antitumorali contro il carcinoma ovarico. «Il tumore ovarico», chiosa Venturelli, «secondo la denominazione dell'Organizzazione mondiale della sanità appartiene al novero delle malattie rare e delle malattie di cui si ignora la causa. Per questo motivo rappresenta per la comunità scientifica un ambito di frontiera e di alto interesse che può aprire un mercato di nicchia».

Quest'anno Tydock Pharma ha ottenuto un importante riconoscimento da parte dell'Istituto nazionale per il commercio estero che l'ha classificata tra i 15 spin-off più consolidati e promettenti d'Italia.

«Per quanto riguarda i proventi generati dal core business di Tydock Pharma», conclude Venturelli, «siamo consapevoli che i tempi sono assai lunghi. I finanziamenti, sia europei che ministeriali, consentono di coprire solo le prime fasi del drug discovery. A tal proposito ci stiamo muovendo per esplorare nuove possibilità che consentano di investire in tecnologie innovative e collaborare all'interno di progetti multidisciplinari ove l'incontro di diverse discipline possa generare nuovi prodotti tecnologici ad alto valore aggiunto, garantendo così, un fatturato più immediato».

(20 dicembre 2010)