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il seminario

Tessile, una frontiera chiamata Cina

Mercoledì 8 giugno alle 17 presso il Campus della Moda sarà presentato il seminario di approfondimento su un progetto di internazionalizzazione nel Paese asiatico

Buona rete di infrastrutture, macchinari moderni e bassissimo costo del lavoro. Molto spesso gli operatori guardano alla Cina come una minaccia per il futuro, considerando questi elementi come le uniche caratteristiche del territorio asiatico.

In realtà la Cina rappresenta un bacino potenzialmente ricchissimo di opportunità, in crescita da ormai 20 anni. Infatti il comparto moda-abbigliamento rappresenta oggi uno dei settori più dinamici dell’economia cinese, con volumi che crescono annualmente del 20-30 per cento. Il fascino e il valore aggiunto della moda italiana sono ben noti in Cina, dove Made in Italy è sinonimo di qualità e dove nei settori della maglieria, della pellicceria e della pelletteria le posizioni dei produttori italiani sono di gran lunga le migliori.

I produttori italiani che intendano operare sul mercato cinese, devono però essere pronti a muoversi in una realtà che, per numerosi motivi di ordine storico, economico e culturale, è fondamentalmente diversa da quella italiana. Esistono, infatti, dei modelli culturali e comportamentali, sia nella sfera del consumo che in quella degli affari, che si discostano profondamente dalle consuetudini alle quali gli operatori italiani sono abituati.

Confindustria Modena, in collaborazione con le altre associazioni di categoria del territorio e il Comune di Carpi, organizza un progetto di internazionalizzazione in grado di supportare le imprese interessate ad attivare o a consolidare la propria presenza in loco. L'iniziativa verrà presentata nell'ambito del seminario di approfondimento che si svolgerà mercoledì 8 giugno presso la sede del Campus della Moda (Via C. Marx 131/c, Carpi), a partire dalle ore 17.

(06 giugno 2011)