Confindustria Modena
Società
ARCHIVIO

Stampa l'articolo
castelvetro

Terre di Vite, il vino tra etica e cultura

Sabato 27 febbraio la seconda edizione della manifestazione che attraverso il vino va alla scoperta di un modello di consumo critico e sostenibile

Degustazione di vini, un convegno sul tema della decrescita e del consumo etico, una lezione sul senso e l'essenza del vino. E poi mostre di pittura e fotografia, insieme a originali performance artistiche. Sono questi gli ingredienti della seconda edizione di Terre di Vite, in programma sabato 27 febbraio a Castelvetro.

Il filo rosso di questa manifestazione enologico-culturale è la sostenibilità come modello di vita, di produzione e di consumo, associata al concetto di decrescita. Un'occasione per conoscere realtà produttive d'eccellenza che, nell'intero panorama italiano, hanno scelto un approccio di natura etica con il vino. Privilegiando la naturalità e il rispetto dell'ambiente e del territorio.

Così, nei suggestivi ambienti del Castello di Levizzano, restituiti all'antico splendore da un recente restauro, si potranno degustare, fra i tanti, il Gattinara docg e il Barolo docg del Piemonte, il Valtellina Superiore docg della Lombardia. E se la Calabria è rappresentata dal Cirò doc, la Basilicata mette in mostra il suo Aglianico del Vulture doc. La Toscana propone i suoi gioielli, il Vino Nobile di Montepulciano docg, il Brunello di Montalcino docg, il Maremma Toscana Igt; le Marche il Verdicchio dei Castelli di Jesi doc.

Non mancheranno, ovviamente, i fiori all'occhiello dell'enogastronomia emiliana: gli aceti balsamici tradizionali di Modena, il Nocino, accanto a Lambrusco Grasparossa di Castelvetro doc e Lambrusco di Sorbara doc.

«Terre di Vite», dicono gli organizzatori, «nasce per offrire al pubblico un approccio differente con il vino, una sorta di "zona franca" all'interno della quale sia possibile restituire al vino e alla terra una dimensione autentica. La scelta dei produttori presenti non è casuale: tutti si contraddistinguono per il livello etico e qualitativo del loro lavoro, che passa per la scelta della naturalità e per il rispetto del territorio in un'ottica culturale. Tra loro ci sono nomi di assoluto rilievo, espressioni delle denominazioni più prestigiose, ma anche giovani che si stanno imponendo con talento e passione».

Scarica il programma e l'elenco dei produttori

(22 febbraio 2010)
Argomenti: Agroalimentare, Cultura