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Teenager in factory, fabbriche aperte per gli studenti

Il progetto, alla seconda edizione, porta le scuole medie in azienda e promuove la cultura tecnica

Il 17 novembre Confindustria organizza la XVI giornata nazionale di "Orientagiovani", l'evento dedicato all'orientamento scolastico nel nostro Paese. Grazie alla collaborazione con la Piccola industria e i Giovani Imprenditori sono 80 le associazioni che organizzano eventi locali con la presenza di 40.000 studenti.

Da sinistra: Claudio Caiti, Roberta Caprari e Gino MalagutiTra le realtà territoriali impegnate su questo fronte figura anche Confindustria Modena. L'associazione di via Bellinzona, per il secondo anno consecutivo, prosegue con "Teenager in factory. Un mestiere che è un piacere", il progetto che riguarda l'attività di orientamento degli studenti delle scuole medie e che si inscrive nel più ampio "Teen Project", una serie di attività nel campo dell'education. Nell'anno scolastico 2008/2009 le aziende che in virtù di "Teenager in factory" hanno aperto le porte alle scuole medie erano 9, mentre oggi sono diventate 12: Angelo Po, Arbe Grafiche, B.Braun Avitum, Caprari, Cms, East Balt, Edis, Fasipol, Rossi Motoriduttori, Sau Tool, Tetra Pak, Toschi. Ma con il nuovo anno scolastico non sono aumentate solo le aziende: la stessa sorte è toccata agli istituti scolastici, passati da 8 a 10, al numero delle classi coinvolte, da 12 a 16, e agli alunni, da 269 a 370. 

«Le aziende modenesi», afferma la responsabile del progetto Education di Confindustria Modena Roberta Caprari, «hanno fame di periti e di tecnici. Attraverso "Teenager in factory" i ragazzi delle scuole medie entreranno in contatto con quella cultura tecnico-scientifica che stiamo tentando di riabilitare. Lavorare in azienda non significa limitarsi a spingere il bottone di una macchina; l'operaio specializzato, di fatto, ha le competenze per governare le macchine in ogni singola fase della produzione».

«Confindustria Modena ha messo in piedi un'iniziativa lodevole», commenta il dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale Gino Malaguti. «Il soggetto privato che si offre di aiutare la scuola è da additare come esempio virtuoso e degno di emulazione. Con questo progetto si dice una volta per tutte che l'alunno degli istituti tecnici e professionali non è di serie B, e che la formazione tecnica non deve nutrire timori reverenziali nei confronti di quella umanistica».

«Tra i miei colleghi della provincia», conclude il preside delle scuole medie Lanfranco Claudio Caiti che coordina anche le altre scuole coinvolte nel progetto, «ho riscontrato molto interesse. Da subito hanno colto l'importanza e la rilevanza dell'iniziativa. Oggi, al di là del titolo di studio, conta avere delle competenze spendibili, saper affrontare i problemi trovandone le soluzioni, possedere cioè una cultura d'impresa. La visita in azienda, a tal proposito, è un'esperienza unica per i nostri alunni».

(16 novembre 2009)