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innovazione e imprese

Tecnopolo, firmata la convenzione tra Regione e Università

Per la nascita e l'attivazione del tecnopolo sono stati investiti 25 milioni di euro. Di questi 6,5 per attrezzare i laboratori

L'assessore Gian Carlo Muzzarelli e il rettore Aldo Tomasi firmano la convenzione per il Tecnopolo di Modena e Reggio EmiliaLa sottoscrizione della convezione locale con i laboratori dell'Università di Modena e Reggio Emilia dà la stura al Tecnopolo di Modena e Reggio Emilia e della rete dei laboratori associati.

Dai distretti produttivi ai distretti tecnologici. Sono quattro le strutture accademiche modenesi e reggiane, cui si aggiunge il Laboratorio Crpa Lab, coinvolte nell'ambito dell'Accordo di Programma Quadro per la realizzazione della Rete Regionale di Alta Tecnologia: Inter Mech Mo.Re, Centro di Medicina Rigenerativa "Stefano Ferrari", En&Tech e Biogest-Siteia, dedicati a specifici programmi di ricerca suddivisi nelle sei piattaforme tematiche (agroalimentare, costruzioni, energia ambiente, Ict e design, meccanica dei materiali, scienze della vita).

In questi laboratori sono già al lavoro oltre 180 ricercatori. Entro i prossimi due anni, invece, saranno in tutto più di 310 i ricercatori in attività, dei quali 130 circa con nuovi contratti o assegni di ricerca: il resto delle risorse umane è rappresentato di ricercatori e professori già presenti nell'Ateneo e nei Centri di ricerca, che si troveranno a operare in un network a forte valenza strategica per il sistema produttivo e in rete con altre importanti strutture di ricerca a livello locale, regionale e internazionale. L'investimento complessivo per Modena ammonta a circa 25 milioni di euro. Di questi 6,5 impiegati per le attrezzature dei laboratori e il resto per finanziare i programmi di ricerca.

Con la firma della convenzione viene sancito il passaggio «dai distretti produttivi ai distretti tecnologici. È il segno dell'azione politica di una Regione che non si limita ad affrontare e amministrare l'emergenza. C'è la crisi e siamo tuttora in mezzo al guado, ma proprio per questo siamo al lavoro per preparare il futuro. La nostra visione è quella di un'Emilia-Romagna capace di produrre idee e trasformarle in progetti e in prodotti», ha sottolineato l'assessore regionale alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli.

La rete dei tecnopoli in Emilia-RomagnaIl contesto regionale. Il programma dei tecnopoli, per un investimento complessivo di 246 milioni di euro (142 milioni le risorse pubbliche provenienti sia dai Fondi europei sia dalle risorse regionali), parte delle quali verranno impiegate (40 milioni, di cui 25,6 esclusivamente per la ricerca e gli altri per opere strutturali) per sviluppare le iniziative di ricerca dislocate sul tecnopolo di Modena e Reggio Emilia, è sostenuto da un accordo quadro tra la Regione, le università e gli enti di ricerca, che ha definito gli impegni e il nuovo schema di governance, basato sul lavoro in rete, sullo sviluppo di strumenti per la condivisione e la promozione di competenze e attrezzature scientifiche, e sul coinvolgimento delle imprese.

Sono 10 i tecnopoli previsti sul territorio regionale, nei quali si insedieranno i laboratori di ricerca industriale, i Centri per l'innovazione, gli incubatori per le nuove imprese tecnologiche, strutture per il trasferimento tecnologico, sedi di ricerca delle imprese. Le istituzioni scientifiche coinvolte sono l'Università di Bologna, l'Università di Modena e Reggio Emilia, l'Università di Ferrara, l'Università di Parma, le sedi di Piacenza del Politecnico e della Cattolica di Milano, il Cnr, l'Enea, l'Istituto Ortopedico Rizzoli e altri organismi di ricerca. E poi per gli enti locali, in particolare le Province, i Comuni capoluogo e i Comuni che ospiteranno laboratori e infrastrutture della rete.

Tecnopolo, una risposta alla crisi. L'attività del Tecnopolo di Modena e Reggio Emilia si inserisce nella più ampia attività promossa dalla Regione Emilia-Romagna in attuazione del Por-Fsr 2007-2013, che si compone di quattro assi di attività (ricerca, innovazione, energia, beni ambientali e culturali) e che vede già attivi 1.100 progetti per le imprese, l'individuazione delle 30 aree ecologicamente attrezzate e 38 progetti in campo ambientale e culturale. Rispetto ai 347 milioni di euro, la Regione Emilia-Romagna ha già assunto impegni contabili per 130,8 milioni e impegni vincolanti per 293,6 milioni, e ha rispettato tutti gli impegni relativi alle certificazioni di spesa previste.

«In un momento di difficoltà», commenta il rettore dell'Università di Modena e Reggio Emilia, «la scommessa della Regione Emilia-Romagna di puntare al potenziamento e alla qualificazione di avanzati distretti tecnologici, sostenendo in particolare la ricerca universitaria cui viene assegnato un ben definito ruolo strategico organizzativo-gestionale per il loro decollo, costituisce un atto di lungimiranza. Attraverso i tecnopoli il territorio potrà contare su una rete sinergica di laboratori di ricerca e sviluppo che si avvalgono di competenze, cervelli e giovani ricercatori altamente qualificati, in grado di avviare anche nuove iniziative imprenditoriali».

(27 dicembre 2010)