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Macchine per il legno: brusca frenata nel secondo trimestre

Crescono del 15,6 per cento le commesse dall’estero, mentre la domanda italiana è in forte contrazione (-31,5 per cento)

Ambrogio DelachiL’industria italiana delle macchine e degli utensili per la lavorazione del legno vede un aumento degli ordini dello 0,4 per cento sullo stesso periodo dell’anno precedente. Crescono del 15,6 per cento le commesse dall’estero, mentre la domanda italiana è in forte contrazione (meno 31,5 per cento). Nello stesso periodo il fatturato aumenta dell’1,4 per cento.

Il portafoglio ordini è stabile attorno ai due mesi, mentre dall’inizio dell’anno i prezzi sono aumentati dell’1,4 per cento.

L’indagine qualitativa vede il 30 per cento degli intervistati indicare un trend di produzione positivo, il 40 per cento propendere per una sostanziale stabilità, il 30 per cento dichiarare un calo. L’occupazione viene considerata stazionaria dal 77 per cento del campione e in diminuzione dal 23 per cento. Le giacenze risultano stabili nel 53 per cento dei casi, in diminuzione nel 27 per cento e in crescita nel rimanente 20 per cento.

L’indagine previsionale ci permette di dare una occhiata alle dinamiche nel breve periodo: permane un discreto ottimismo per quanto riguarda i mercati esteri, mentre non ci sono segnali di un imminente rimbalzo della domanda interna. Il 40 per cento del campione vede una crescita degli ordini da oltreconfine, il 53 per cento si aspetta una situazione stazionaria, il restante 7 per cento prevede un calo (il saldo è pari a 33). Il mercato interno sarà in contrazione per il 37 per cento del campione, stabile per il 43 per cento, in aumento per il 20 per cento (il saldo è pari a meno 17).

«La situazione», ha commentato Ambrogio Delachi, presidente Acimall, «non permette di pensare a una maggiore stabilità. La filiera del legno italiana versa ancora in condizioni difficili, se non critiche, e rimanda gli investimenti. Dall’estero arrivano, come sempre, le maggiori soddisfazioni, anche se qualche preoccupazione in più ci viene dalle incertezze che stanno accompagnando le scelte su Ice. È essenziale che il "made in Italy" possa contare su strumenti di sostegno adeguato, per un Paese in cui l’esportazione è una voce di fondamentale importanza».

(28 luglio 2011)
Argomenti: Metalmeccanico