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Quando il fotovoltaico è fatto "in casa"

1296 panelli solari di ultima generazione consentiranno all’impresa di non emettere nell’atmosfera 275 tonnellate di anidride carbonica

Un impianto fotovoltaico "fai da te", ma non per questo meno innovativo. È questa l’idea vincente di Techboard, impresa modenese produttrice di circuiti stampati professionali per l’elettronica, che da qualche tempo ha messo in funzione sui tetti dei propri capannoni di Modena Est un impianto di 1.296 pannelli solari di ultima generazione per una superficie captante di 2.113 m², pari a 13 campi da pallavolo, con una potenza nominale di 412,13 kWp.

Una scelta responsabile che consentirà a Techboard di non emettere nell’atmosfera 275 tonnellate di anidride carbonica. Ma l’impianto è anche un investimento interessante, nonostante la non piccola spesa iniziale (di circa 1 milione e 100mila euro), vista e considerata la capacità di produrre il 25 per cento del fabbisogno energetico giornaliero dell’intera azienda.

In questo modo Techboard arriverà a risparmiare sulle bollette 180mila euro annui, se si include nel computo totale anche il contributo che il Gestore della rete elettrica (Gse) elargisce a tutte le imprese che si dotano di pannelli solari. L’energia prodotta "in proprio" (che permette, tra l’altro, il recupero delle "perdite" dovute a sbalzi di tensione o interruzioni della corrente) finché c’è assorbimento viene consumata direttamente sul posto. Quando non c’è assorbimento, invece, finisce in rete.

La particolarità del progetto di Techboard consiste nel fatto che è stato realizzato praticamente "dall'interno", coinvolgendo professionalità giovani e già a disposizione del "know how" dell’impresa. A elaborare il progetto ci ha pensato l'ingegnere 35enne Francesco Figliomeni, attualmente libero professionista del settore nonché collaboratore di Techboard, di cui è stato dipendente per 3 anni.

Assecondando una sua passione personale, mentre ancora lavorava in azienda, Figliomeni ha seguito un corso di progettazione di impianti fotovoltaici a Roma, presso l’Enea. E proprio questa conoscenza gli ha consentito di seguire la progettazione e realizzazione dell’impianto, fatta a tempo di record in un mese e mezzo. Ma volendo entrare più nel dettaglio anche gli inverter (il cuore dell’impianto), e le scatole di giunzione (che collegano i terminali dei pannelli solari agli inverter) sono costruiti, in parte, da circuiti elettronici prodotti e forniti dalla stessa Techboard.

Farsi "in casa" l’impianto ha permesso all’impresa di modularlo sulle proprie esigenze. Un "fai da te" che mette in sinergia alcune delle imprenditorialità più brillanti della nostra provincia e consente, a conti fatti, un notevole risparmio di tempo e risorse sul costo totale dell’investimento.

Anche perché, a differenza di quanto accade molto spesso quando un’azienda fa installare un impianto fotovoltaico, sia la gestione, che avviene tramite un computer che verifica lo stato dei singoli pannelli ed eventuali malfunzionamenti, che la proprietà dell’impianto sono in mano a Techboard. L’impresa viene coadiuvata solamente nella manutenzione ordinaria e straordinaria dei pannelli sia da Figliomeni che dalla ditta che ha montato fisicamente l’impianto, ovvero Asset Solare di Modena, un’altra eccellenza del nostro territorio.

(05 gennaio 2012)
Argomenti: Metalmeccanico