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Teatro Fabbri, si alza il sipario

Il nuovo "stabile pubblico", nato grazie alla tenacia e alla passione dell'imprenditore Ermanno Fabbri, inizierà la sua programmazione il 16 novembre con "La locandiera" di Carlo Goldoni

Teatro Ermanno FabbriTitoli classici, teatro di impegno civile e danza per un mix di dieci spettacoli di prosa, tre di danza e un'operetta: sono questi gli ingredienti del cartellone 2010/2011 del Teatro Fabbri, il nuovo stabile di Vignola nato grazie alla tenacia e alla passione dell'imprenditore Ermanno Fabbri.

La stagione inizierà il 16 novembre con "La locandiera" di Carlo Goldoni. Prodotto dal teatro Stabile di Catania per la regia di Pietro Carriglio, con Galatea Ranzi e Luca Lazzareschi, si annuncia come una grande produzione che rileggerà in una chiave nuova il capolavoro goldoniano. Tra gli appuntamenti imperdibili: l'8 e il 9 dicembre "Terra padre" tratto dai racconti di Roberto Saviano con Neri Marcorè ed Eugenio Allegri; il 15 dicembre Elio Germano in una impegnativa prova d'attore con "Thom Pain"; il 10 marzo "Billy Wilder" con Benedicta Boccoli e Massimo Dapporto; l'11 aprile Marco Paolini, da molti considerato il miglior interprete del teatro di narrazione, con "Itis Galileo".

«Forse in pochi sanno che c'è stato un momento della mia vita in cui, appena ventenne, decisi di tentare la fortuna come attore e come regista», racconta il cavalier Fabbri. «Raggiunsi Cinecittà armato di grandi speranze. Purtroppo non mi ci volle molto a capire che non sarei mai diventato Mastroianni o De Sica: a parte qualche comparsata in kolossal storici non combinai nulla. Quel mio fallimento sancì la mia fortuna: rientrai a Vignola e decisi di diventare "serio" impegnandomi a tempo pieno nella tipografia di mio padre. Gli anni sono passati, e nel tempo ho creato, insieme ai miei collaboratori, un gruppo industriale che mi ha dato, e mi dà ancora, grandi soddisfazioni. Nella realtà, ripensandoci, credo di non avere mai cambiato mestiere: l’imprenditore è anche regista e attore all’interno delle proprie aziende».

La passione per il cinema e per il teatro è rimasta intatta anche con il passare degli anni in Ermanno Fabbri. Al punto che quando si è presentata l’occasione di acquistare l’ex cinema Ariston non ha avuto esitazioni. «La città di Vignola, se città deve essere, deve avere un teatro di tutto rispetto», aggiunge Fabbri. «Credo sinceramente che tutta la cittadinanza lo meriti. Infatti, anche se tutta la mia vita è stata dedicata a cose materiali come produrre macchine o film plastico, penso che l’arte sia una componente importante della vita. Una cosa sola non mi convince fino in fondo: il nome del teatro. Non è che porta male intitolare un teatro ad una persona ancora in vita?».

«La prima stagione di un teatro», dichiara il direttore di Emilia-Romagna Teatro (l'ente che ha organizzata il cartellone a Vignola), «è il biglietto da visita con cui ci presenta a un nuovo spettatore. Siamo infatti consapevoli di essere all'inizio di un percorso, o meglio di una relazione con il pubblico, che solo il tempo permetterà di consolidare. La nostra Fondazione, cui è stata affidata la gestione del Teatro, unitamente agli altri partner, considera il rapporto col territorio elemento fondante per la vita di un teatro proprio per la sua funzione di servizio pubblico. È anche per questo che al cartellone serale sarà affiancata una stagione di teatro per le scuole e una rassegna di teatro per famiglie cui si aggiungeranno le proposte musicali e altri eventi promossi dall'amministrazione comunale».

(04 ottobre 2010)
Argomenti: Cultura