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CampusDellaModa, anticorpi per il distretto

Le testimonianze di chi ha creduto e supportato economicamente l'ente di formazione carpigiano in questo prima anno di vita

Il direttore di Confindustria Modena Giovanni MessoriScommettere di più su giovani, formazione, lavoro e ricerca. È questo l'imperativo che i sostenitori del CampusDellaModa si sono dati al termine del convegno "Investire sui giovani, cosa ci si aspetta?".

Da Giuseppe Domenichini, direttore del Gruppo Industriali di Reggio Emilia, Andrea Landi, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Sauro Mambrini, presidente di Champion Europe, Giovanni Messori, direttore di Confindustria Modena e Giorgio Davoli, responsabile Corporate area di Carpi della Banca Popolare dell'Emilia Romagna, sono arrivate valutazioni di merito sul primo anno di vita del Campus ma anche interventi sulle prospettive di sviluppo dell'ente. 

A far gli onori di casa il presidente del CampusDellaModa, Franco Achille Martini, che nel progetto vede «l'anello mancante e necessario a realizzare un profondo cambiamento nella struttura produttiva e nella mentalità di gestione delle imprese carpigiane. A giugno prossimo usciranno dai nostri master giovani con un alto livello di specializzazione: ognuno con la conoscenza di due o tre lingue e pronto a portare nelle aziende idee, creatività, tecnica e competenza».

Franco Mosconi, docente di Economia e Politica Industriale all'Università di Parma, ha moderato il dibattito, evidenziando come Carpi abbia guadagnato una centralità nel settore dell'abbigliamento in Italia e, nonostante la flessione generale del -1,1 per cento registrata nel 2009, sia rimasto il miglior distretto nel proprio comparto produttivo.

«Oggi sono le funzioni e le professionalità ai vertici della produzione a essere cresciute di importanza», ha argomentato Mosconi. «Queste funzioni hanno bisogno di capitale umano di qualità, di persone con alta professionalità».

Per Sauro Mambrini di Champion Europe «il distretto è riuscito a parlare bene con i propri consumatori, continuando a portare innovazione nelle proprie aziende».

Giovanni Messori, direttore di Confindustria Modena, ha rimarcato che «la capacità di fare impresa nel settore abbigliamento a Carpi è un fatto genetico, uno spirito imprenditoriale che sembra essere presente nel Dna delle persone che abitano questa terra».

Giuseppe Domenichini, direttore del Gruppo Industriali di Reggio Emilia, ha provocatoriamente parlato di un distretto carpigiano-reggiano della moda. «Sono convinto che in questo territorio oltre all'altissima concentrazione geografica di aziende di moda ci sia una aspetto molto importante che caratterizza il rapporto tra le diverse imprese: si concorre e collabora allo stesso tempo».

Andrea Landi, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, nel suo intervento ha sottolineato come il CampusDellaModa sia stata una buona reazione al periodo di crisi: «L'orientamento della formazione verso la produzione è fondamentale. Così come il collegamento stretto con la realtà del territorio. I giovani debbono fare del proprio meglio, ma noi dobbiamo garantirgli il giusto riconoscimento e garanzie per poter fare i propri progetti di vita».

Giorgio Davoli, responsabile Corporate area di Carpi della Banca Popolare dell'Emilia Romagna, ha a sua volta evidenziato l'importanza fondamentale del dialogo tra banche, imprese, associazioni di categoria e istituti come CampusDellaModa: «È il confronto continuo e la franchezza nei rapporti la chiave di un vero sviluppo».

«Il potenziamento delle fasi a monte e a valle della produzione di cui ha parlato Mosconi», ha concluso il direttore del CampusDellaModa Philip Taylor, «non vogliono in nessun modo sminuire l'importanza della produzione stessa, ma anzi valorizzarla al massimo attraverso un'ottimizzazione qualitativa di ciò che vi sta prima e dopo».

(01 febbraio 2010)