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la commessa degli americani

Iraq, la ricostruzione parla modenese

La Slaughtering è stata scelta per ristrutturare il macello di Nassiriya e dotarlo di un impianto per il trattamento del sangue

Il vicepresidente di Slaughtering Stefano TraversiIl committente d’eccellenza, il luogo simbolico e l’impianto tecnologico: gli ingredienti del miglior made in Modena non mancano. Se poi a questi si aggiunge una filosofia aziendale votata alla ricerca («lo sviluppo commerciale non può prescindere dall’innovazione»), il successo è garantito.

L’Usace, l’agenzia dell’esercito americano che in Iraq seleziona, finanzia e organizza i progetti di ricostruzione, ha commissionato all’azienda modenese Slaughtering Srl la ristrutturazione del macello di Nassiriya. «Le autorità americane hanno approvato tutti i lay-out e le specifiche tecniche degli impianti», spiega il vicepresidente di Slaughtering Stefano Traversi (nella foto), «e oggi sappiamo che le prime spedizioni partiranno a fine giugno. In totale saranno circa dieci i container che dovranno raggiungere Nassiriya. Lavoreremo a stretto contatto con un’impresa di Amman a cui è stato affidata la cura dell’impiantistica civile dell’edificio».

Su 2.000 interventi pianificati in tutto il Paese, quello della città che sorge sulle rive dell’Eufrate, è il terzo in ordine di importanza: il ripristino del macello ovino e bovino, per la comunità locale, riveste un’importanza particolare.

Tutto parte nel momento in cui Slaughtering, nella fase interlocutoria dell’appalto, prepara disegni, appronta capitolati e schede tecniche, si concentra sulle linee di macellazione e sugli impianti di depurazione. Il “dossier” viene spedito alla sede Usace di Bagdad e a dicembre 2008, a Modena, in via don Milani, si comincia a festeggiare: l’ordine di acquisto da parte di Usace, per un valore di commessa pari a mezzo milione di euro, è ufficiale.

La macchina BF5La macchina che, dell’intero impianto, esprime la carica innovativa di cui si accennava all’inizio è il “Separatore sangue BF5”. Tramite l'iniezione di vapore saturo si separano le molecole del sangue in una parte liquida (da convogliare al depuratore), e in una parte solida dall’aspetto farinoso utilizzabile come fertilizzante in agricoltura. «Questa macchina», racconta Traversi, «che sta avendo fortuna anche in Italia, è utile ai Paesi in via di sviluppo, per i benefici che porta all’ambiente in termini di smaltimento degli scarti di macellazione. Spesso il sangue viene scaricato direttamente nel terreno o nei fiumi, ignorando che l’elevata carica batterica del sangue animale ha come effetto l’inquinamento delle falde e dei fiumi stessi».

L’attività di export della Slaughtering Service inizia nel 2001, ma solo negli ultimi tre anni la società incrementa la propria presenza all’estero.

«La creazione di una rete commerciale utile all’espansione verso l’estero», sottolinea Traversi, «la costruiamo attraverso internet, le fiere, la partecipazione alle missioni organizzate da Confindustria e la ricerca di nuovi agenti». E conclude: «Insomma, si tratta di sforzi notevoli se rapportati al settore in cui operiamo, una nicchia che non consente vendite a catalogo ma necessita di studi e progetti personalizzati».

Slaughtering, azienda di riferimento a livello nazionale nel settore della progettazione e costruzione di impianti di macellazione, è ai vertici internazionali nel campo alimentare. Opera negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Francia, in Germania, in Belgio, in Romania, in Russia, nelle repubbliche baltiche, in Senegal e in Sudafrica.

BF5 alla fiera di Verona

La “macchina del sangue” destinata all’Iraq sarà esposta al ventiquattresimo salone delle tecnologie di lavorazione della carne “Eurocarne”, dal 21 al 24 maggio, nel padiglione fieristico di Verona.

L’impianto di separazione e coagulazione del sangue nella versione BF5 , è in grado di trattare 500 chilogrammi all’ora di prodotto. Il sangue viene coagulato tramite iniezione di vapore e sottoposto a un processo di sterilizzazione sotto pressione. Una successiva separazione delle parti proteiche e solide dai liquidi consente di ottenere il 65-70 per cento di liquido (da scaricare nel depuratore) e un 30-35 per cento di solido (farina da utilizzare come fertilizzante in agricoltura).

La coagulazione e il trattamento degli scarti ematici della macellazione devono avvenire nel rispetto di parametri precisi: temperatura non inferiore a 133 gradi centigradi, pressione non inferiore a tre bar e processo che dura circa 20 minuti.

(18 maggio 2009)