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Confindustria Modena: Sistri, così non va

Il nuovo sistema informatico di gestione dei rifiuti ha mancato completamente l'obiettivo promesso alle imprese. E se verrà confermata la data di inizio giugno per la definitiva entrata in vigore si rischia il caos

«A conclusione del "click day" di ieri è una sensazione comune in tutta Italia», commenta il direttore dell'associazione degli industriali di Modena Giovanni Messori. «Delle 4.000 aziende della regione associate a Confindustria che vi hanno partecipato, diverse centinaia erano modenesi. E per tutte il risultato è stato lo stesso: totale insoddisfazione degli esiti della prova, perché il sistema ha dimostrato di non reggere».

La premessa è d'obbligo: «Le imprese sono assolutamente disponibili a una nuova organizzazione della gestione dei rifiuti più semplice e trasparente», ricorda Messori. «Perché questo era quanto promesso: un nuovo sistema che grazie all'impiego della tecnologia informatica avrebbe consentito di abbandonare le procedure cartacee e che sarebbe stato in grado di garantire la tracciabilità dei rifiuti, recuperando alla legalità un settore dove i rischi di infiltrazioni malavitose sono ancora troppo alti».

Confindustria Modena quindi non critica gli obiettivi. «Ma dopo due anni, il risultato è che le imprese hanno dovuto apprendere un nuovo sistema di gestione, sono state costrette a modificare la rete informatica aziendale per rispondere al nuovo sistema informatico. Non solo: hanno speso soldi, perché sono stati chiesti contributi nonostante il servizio non sia ancora in funzione. E ieri, a meno di venti giorni dall'entrata in vigore definitiva del Sistri, abbiamo assistito a una débâcle».

Le segnalazioni parlano chiaro: si va dai 19 minuti per accedere con login al portale, ai sei minuti di media per spostarsi da una pagina all'altra del sito, alla mezz'ora per potere parlare con il call center, costantemente occupato. Di fatto, una procedura che su carta richiede qualche minuto al massimo ha costretto per ore dipendenti delle aziende a combattere con il sito del ministero dell'Ambiente.

I risultati? Appesantimento burocratico senza precedenti (da ottobre 2010, entrata in vigore "volontaria" del Sistri si usano entrambi i sistemi di gestione, cartaceo e informatico) e aumento dei costi per le imprese, in particolare per tutte quelle che operano nella filiera (trasportatori e smaltitori in testa). In cambio di cosa? Enormi disservizi e nessun vantaggio sia dal punto di vista della gestione sia da quello della salvaguardia ambientale.

Si tratta di un insuccesso largamente preannunciato da Confindustria, che ha più volte richiesto al ministero un diverso approccio: «Difficile dare vita a un sistema informatico semplice quando la normativa che lo deve supportare è pesante, farraginosa e largamente incerta nell'applicazione», accusa Messori. «Ci aspettavamo una maggiore apertura al dialogo con le aziende, perché solo studiando le criticità e i problemi concreti si possono trovare le soluzioni migliori. Abbiamo chiesto un avvio graduale del Sistri, che permettesse di valutare nel tempo la reale capacità del sistema di consentire centinaia di migliaia di accessi in contemporanea, che a regime diventeranno la norma, visto che pressoché tutte le imprese, chi più chi meno, sono coinvolte in questo cambiamento».

«Purtroppo il ministero dell’Ambiente ha scelto di non ascoltare, le esigenze delle aziende in questi due anni sono state totalmente ignorate e oggi ci troviamo a ragionare su un sistema che appare ancora completamente inadeguato ad attuare gli ambiziosi compiti per cui è stato realizzato».

Il nuovo sistema di gestione dei rifiuti deve potere contare su una piattaforma tecnologica tale da essere "infallibile". «I rischi di un suo malfunzionamento sono infatti troppo elevati sotto il profilo della tutela ambientale, ma anche per ciò che riguarda l’attività d’impresa», evidenzia Messori. «Non dimentichiamo che l'operato delle aziende rischia di bloccarsi, visto che lo stop alla gestione dei rifiuti aziendali determina anche lo stop della produzione. E non ultime ci sono anche le pesanti sanzioni (fino a 93.000 euro di multa per il ritardo anche di un solo giorno nel pagamento del tributo previsto).

«Per queste ragioni», conclude il direttore di Confindustria Modena, «ci uniamo alla richiesta di Confindustria Emilia-Romagna al ministro dell’Ambiente: il rinvio di almeno un anno nell'entrata in vigore del Sistri, per potere testare adeguatamente l’efficienza del sistema, e una moratoria di pari data circa i pagamenti dei tributi legati al Sistri».

(12 maggio 2011)
Argomenti: Confindustria