Confindustria Modena
Finanza
ARCHIVIO

Stampa l'articolo
normativa che cambia

Movimento di capitali, in Europa arriva Psd

L'obiettivo della Payment Service Directive è di assicurare che i pagamenti elettronici transfrontalieri in ambito Ue siano di facile adozione, sicuri ed efficienti

In principio fu la libera circolazione delle merci, poi toccò a quella delle persone: oggi l'imperativo è creare meno impedimenti possibili al movimento dei capitali. Nella Ue esiste l'Area unica dei pagamenti in euro (Single Euro Payments Area o Sepa), uno spazio in cui cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni degli Stati membri possono effettuare e ricevere pagamenti secondo condizioni di base, diritti e obblighi uniformi. 

Il tema è di particolare rilevanza per le imprese, tanto che Confindustria Modena ha scelto l’Associazione italiana tesorieri d’impresa (Aiti) per aiutare le aziende, con un convegno specifico, a entrare nei dettagli della nuova direttiva, che entrerà in vigore dal primo novembre 2009 e che andrà a interessare il mercato dei cosiddetti servizi di pagamento (assegni circolari, carte di credito, remote banking, cash management).

Il direttore di Confindustria Modena Giovanni Messori plaude alla nuova sinergia avviata con Aiti: «Mi auguro che l’incontro che abbiamo organizzato sia solo l’inizio di un lungo percorso di crescita condivisa. Siamo convinti che la buona cultura finanziaria all’interno delle imprese, obiettivo a cui l'Aiti tende, faccia la differenza, specie in una congiuntura economica sfavorevole come quella che stiamo patendo».

Al vicepresidente di Aiti Vito Umberto Vavalli il compito di descrivere come cambieranno i rapporti tra banca e impresa all’interno di Sepa con l'introduzione della nuova direttiva europea sui servizi di pagamento (Payment Services Directive o Psd).

A oggi, ogni Paese membro dell’Unione europea dispone di proprie regole per la gestione dei “servizi di pagamento”. Il costo annuale stimato per tale gestione costituisce qualcosa come il 2-3 per cento del Pil nazionale: l’abbattimento di barriere e impedimenti comunitari dovrebbe creare un risparmio per l’economia europea di 28 miliardi di euro all’anno. La Psd mira ad assicurare che i pagamenti elettronici transfrontalieri in ambito Ue possano diventare sicuri, efficienti e di facile adozione, come quelli di ciascun circuito domestico.

Dopo il passaggio all'euro avvenuto nel 2002, il progetto per la realizzazione di Sepa rappresenta il grande passo verso l'integrazione dei mercati finanziari europei. Al Psd, adesso, l'onere di rendere l'Area unica dei pagamenti in euro un'opportunità di sviluppo.

Sepa include 31 Paesi: i 16 che utilizzano l’euro (Italia, Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Austria, Finlandia, Irlanda, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Slovacchia, Slovenia, Cipro, e Malta), quelli che utilizzano una valuta diversa dall’euro sul territorio nazionale ma che effettuano transazioni in euro (Regno Unito, Svezia, Danimarca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Romania) e i quattro Paesi dell'Efta (Svizzera, Norvegia, Islanda, Liechtenstein).

(12 giugno 2009)
Argomenti: Confindustria