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Segnali di ripresa per il Gruppo Daytona

La proprietà è riuscita a pianificare un minore utilizzo del Contratto di solidarietà stipulato nel 2009

Un anno fa, per effetto della crisi, fatturato e produzione calavano drasticamente, mettendo Ceramiche Daytona nelle condizioni di rimodulare carichi e tempi di lavoro; oggi, con il rientro di alcune commesse, l'azienda ha deciso di ripristinare per i reparti produttivi il tempo pieno.

Nel 2009, anche con l'obiettivo di salvaguardare le proprie risorse umane, l'azienda ha proposto alla Rappresentanza sindacale unitaria (Rsu) la stipula del Contratto di solidarietà, uno strumento di garanzia per l'occupazione: a fronte di una riduzione generale dell'orario di lavoro, il contratto ha permesso di posticipare il problema della gestione degli esuberi.

In Italia il Contratto di solidarietà ha conosciuto nel 2009 un vero e proprio exploit: il 14 per cento della Cassa integrazione straordinaria è servita per i contratti di solidarietà e le aziende che ne hanno fatto richiesta sono state circa 1.800.

Giovanni VandelliDopo aver difeso l'azienda in un "annus horribilis", che per il settore ceramico ha voluto dire cali di fatturato di oltre il 40 per cento, la proprietà di Ceramiche Daytona, in virtù di alcune mosse azzeccate sul fronte tecnologico, è riuscita a inserirsi sul mercato dei rivestimenti di grandi dimensioni e a pianificare un minore utilizzo del Contratto di solidarietà tra i dipendenti. «A un anno circa dall'inizio della crisi, rialziamo la testa e proviamo a rimetterci in pista», afferma il presidente Giovanni Vandelli. «Grazie ad alcune scelte di grande pragmatismo e lungimiranza, oggi possiamo dire di aver intercettato una nicchia, quella dei grandi formati, in cui più forti e decisi sono i segnali di ripresa. Alla normale e logica soddisfazione mia e di tutto il management aziendale, fa però da contraltare un atteggiamento di lucido disincanto: il settore ceramico nel suo complesso non è ancora uscito dalla fase di recessione e il 2010 sarà ancora un anno durissimo, soprattutto per quanto riguarda l'occupazione».

(12 aprile 2010)
Argomenti: Ceramico