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edilizia scolastica

Al via l'accordo quadro tra Ance Modena ed enti locali

L'associazione dei costruttori edili ha sottoscritto un protocollo con Provincia e Comune per la riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico. La metà di questi immobili è anteriore al 1974, anno dell'entrata in vigore delle norme antisismiche

Da sinistra Emilia Sabattini, Stefano Betti e Giorgio PighiAnce Modena, Provincia e Comune hanno siglato un accordo quadro della durata di tre anni e rinnovabile per altri tre che prevede la possibilità di mettere in campo iniziative di partenariato pubblico-privato nel settore dell'edilizia scolastica.

L'associazione dei costruttoti edili fornirà alle amministrazioni locali un censimento dettagliato sullo stato delle infrastrutture scolastiche presenti sul territorio, elaborando una classifica degli edifici in funzione delle necessità di intervento che questi richiedono.

L'obiettivo del monitoraggio è promuovere iniziative-pilota per affrontare con un nuovo approccio il problema dell'adeguamento delle infrastrutture scolastiche.

Alle amministrazioni locali spetterà il compito di definire le caratteristiche degli interventi da realizzare nel medio e lungo periodo. Le imprese edili, a fronte di un "canone" annuo a prezzi concordati, si impegneranno a prendere in carico le strutture, sia per ristrutturazioni sia per le realizzazioni ex novo.

«Il 50 per cento degli edifici scolastici», ha ricordato il presidente di Ance Modena Stefano Betti, «è stato eretto prima del 1974. Ciò significa che la metà del patrimonio edilizio provinciale non risponde a nessun tipo di normativa antisismica. Ance Modena fa suo un progetto nato a livello nazionale e nei prossimi mesi si impegna a creare una banca dati aggiornata dalla quale Provincia e Comune possano attingere per proporre futuri interventi di recupero e riqualificazione».

«Questo protocollo porterà alla definizione di una classifica degli edifici scolastici e delle necessità di intervento», ha sottolineato il presidente della Provincia Emilio Sabattini. «Da qui, le amministrazioni locali, ciascuna per quanto di sua competenza, potranno scegliere gli interventi e definire un piano di azione da realizzare nel medio e lungo periodo. Il partenariato pubblico-privato per un'istituzione così importante come la scuola è un fatto assai positivo».

«In tempi di drastici tagli a livello centrale che finiscono per ripercuotersi anche sulla periferia qui sul territorio», ha rimarcato il sindaco di Modena Giorgio Pighi, «ci siamo dovuti inventare un nuovo modello che consenta di ottimizzare le poche risorse pubbliche disponibili. Credo che rappresenti un ottimo esempio di "economia di scala" e di sinergia tra settore pubblico e settore privato».

(07 marzo 2011)