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Scalo di Marzaglia

Pietro Ferrari, stop alle inefficienze

Sulla bretella Sassuolo-Campogalliano dilemma Anas

Pietro Ferrari, presidente Confindustria Modena«Il tempo delle inefficienze è finito. Se prima della crisi, allo scalo merci di Marzaglia, era possibile associare un senso d’indeterminatezza, oggi è bene che questa percezione svanisca: siamo fuori tempo massimo. La Provincia di Modena in termini di prodotto interno lordo e quote export costituisce una potenza: vorremmo che le infrastrutture ne fossero all'altezza».
Il presidente di Confindustria Modena, Pietro Ferrari, ha colto l’occasione del convegno per rimarcare la valenza strategica dello scalo di smistamento di cui si parla da almeno vent’anni.

«Occorre uno sforzo complessivo di tutti gli attori capaci di entrare in questa competizione, in particolare di quelle imprese che sul territorio fanno logistica», ha aggiunto Ferrari. E ha poi concluso: «La società con un capitale sociale di un milione di euro, di cui tanto si parla, ha tempo fino al 31 dicembre 2009 per riempirsi di contenuti. Confindustria Modena è accanto alla Camera di Commercio e alle altre associazioni in questa iniziativa. L'obiettivo non è gestire lo scalo ma piuttosto creare i presupposti perché la gestione finale sia ottimale, spingere cioè alla creazione di una rete d'eccellenza».

La piattaforma di Marzaglia per funzionare necessita di uno sfogo viario: l’impegno di Ferrovie dello Stato ha senso solo se concepito come parte integrante di un progetto intermodale complessivo. La società mista è una soluzione che ha trovato concorde anche il presidente dell’Ordine degli ingegneri di Modena Pietro Balugani: «Già la facoltà di Ingegneria e l’Autobrennero hanno alle spalle una gestione consortile, ciò non può che spingermi a vedere anche in quest’esperienza un risvolto positivo». 

Dalla bretella Campogalliano-Sassuolo dipende il fatto che lo scalo di Marzaglia, secondo Ferrovie dello Stato pronto tra fine 2010 e inizio 2011, non diventi la classica cattedrale nel deserto. «Sulla tratta Dinazzano-Marzaglia», commenta l’assessore alla mobilità del Comune di Modena Daniele Sitta, «la Provincia di Reggio Emilia ha eliminato dal Piano territoriale di coordinamento provinciale il collegamento ferroviario. Vorremmo sapere come interpretare la decisione».

«Nonostante i ritardi della burocrazia italiana», ha puntualizzato l’amministratore delegato di Fs Mauro Moretti, «stiamo progettando la costruzione di undici hub strategici per la nazione e tra questi c’è anche Marzaglia, con uno spostamento merci di circa quattro milioni di tonnellate all’anno. Il costo dell’intera opera è di 103 milioni di euro». Moretti ha pure azzardato un soluzione positiva del nodo viario intorno a Marzaglia, avendo avuto rassicurazioni dallo stesso presidente di Anas Pietro Ciucci: «Forse già nel prossimo consiglio d'amministrazione ci saranno risposte positive alla bretella. L'idea è far partire l'opera in project financing».

Non dello stesso avviso Alfredo Peri, assessore alla mobilità e trasporti dell’Emilia Romagna, che ha invece denunciato un atteggiamento oltremodo attendista di Anas: «Nonostante il Comitato interministeriale per la programmazione economica abbia stanziato 234 milioni di euro per la Campogalliano-Sassuolo, non abbiamo avuto ancora una risposta certa dall'ente da cui dipende la fattibilità dell'opera. Siamo a un punto di non ritorno».

(17 aprile 2009)