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l'intervista

Sauro Mambrini: «Il miglior alleato contro la crisi è il marchio»

Per il presidente di Champion Europe la visibilità e la solidità del brand rappresentano l'unica via di sopravvivenza alla recessione

Sauro Mambrini, presidente di Champion EuropeL'acquisizione del marchio Champion nel 2001 rappresenta per Sauro Mambrini il coronamento di una carriera partita oltre trent'anni fa.
Oggi, Champion Europe, nata dal processo di management buyout del marchio Champion dal Gruppo Sara Lee Corporation, è una società leader dell'abbigliamento tecnico-sportivo che ha il cuore del proprio design e sviluppo prodotto a Firenze, ma la testa pensante, il quartier generale che dispensa ordini in oltre sessanta Paesi del globo, nella città dei Pio.

Al convegno organizzato presso il CampusDellaModa, che ha messo al centro della sua riflessione la formazione dei giovani, declinata all'interno del microcosmo carpigiano, dove forte e preponderante è la presenza della manifattura tessile, è intervenuto anche Sauro Mambrini. Che ci ha rilasciato un'intervista.

Il tema del convegno non lascia adito a equivoci. Il sistema produttivo carpigiano, che tra i distretti del tessile-abbigliamento è quello ad aver meglio reagito alla crisi, per poter consolidare il trend positivo di ripresa ha bisogno di un capitale umano all'altezza. Qual è il suo giudizio su istituiti deputati all'alta formazione come il CampusDellaModa?

«Il CampusDellaModa di Carpi ma anche il Polimoda di Firenze, con cui da tempo abbiamo instaurato un rapporto di collaborazione, rappresentano centri d'eccellenza fondamentali per la peculiarità del nostro business. Il successo di Champion è tale in virtù di una riconoscibile e collaudata politica di marchio. Il marchio è idea e concetto negli stadi iniziali della creazione del modello, è disegno e prototipo nella fase mediana della filiera produttiva, è spedizione e retail in quella finale. Lo scopo di questi istituti è formare figure professionali che sappiano inserirsi nella parte alta della politica di marchio, con il loro contributo di fantasia e creatività. Ai giovani talenti che terminano iter didattici di questo tipo però, consiglio sempre di prendere contatti il più presto possibile con le realtà aziendali: non c'è miglior scuola delle esperienze concrete fatte sul campo».

Carpi, si dice con buona approssimazione, ha resistito meglio di Biella e Prato perché ha scommesso di più su una specializzazione delle attività a valle della filiera produttiva. La crisi, sempre per semplificare, colpisce con maggior accanimento le aziende a monte. Concorda con questa analisi?

«Per resistere e non farsi travolgere dalle mattane di questa crisi c'è solo un modo: rendersi identificabili. Quando alcuni mercati scompaiono o si dimezzano, quando volumi di vendite e fatturati vanno verso il tracollo non puoi pensare di sopravvivere se nel frattempo non hai lavorato sul tuo brand. Ora, mi rendo conto che per un'azienda di maglieria che lavora il filato è un cimento non indifferente la costruzione della propria immagine, ma non si sfugge: se non hai visibilità sei destinato a finire nel limbo dell'unbranded, produci cioè senza etichetta, precludendoti le fasce remunerative del mercato e rischiando più di altri la concorrenza sleale».

Champion Europe è leader nella commercializzazione e nella distribuzione di abbigliamento sportivo in Europa, Medio Oriente e Africa. Quali sono gli ingredienti di questo successo?

«Abbiamo una linea di prodotti che segue il consumatore in tutte le stagioni della vita. Il target finale è volutamente variegato. Nell'abbigliamento sportivo prevalgono i concetti di utilità e funzionalità: finché il tal capo mi risulta comodo e utile lo uso, quando ne trovo uno diverso, e in quel momento più vicino ai miei desideri, lo cambio. Creare fidelizzazione su un articolo sportivo è complicato, e con i giovani si fa più fatica, ecco perché proviamo a rivolgerci a una platea di consumatori potenzialmente infinita. Chi nel tempo ha costruito con noi una lealtà di consumo ci riconosce la capacità di produrre prodotti di qualità a prezzi giusti: fuor di modestia credo sia il più bel complimento che si possa incamerare».

(01 febbraio 2010)