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utensileria meccanica

Sau: dagli Appennini alla Grande Muraglia

L'azienda di Polinago ha strappato un accordo di produzione al colosso statale cinese Harbin (5.500 dipendenti). In aprile la visita del presidente Liu Yi

Da sinistra Roberto Losi, Luo Guangyuan e Marco Manfredini

115 dipendenti e 18 milioni di euro di fatturato, che nel 2012 potrebbero diventare tranquillamente 20. Sempre che Harbin, il gigante statale che in Cina è il più grande costruttore di utensili nonché il fornitore ufficiale dell’esercito, non decida di chiedere a Sau qualche sforzo in più. A quel punto a Polinago è lecito sognare un fatturato ancor più rotondo.

Sau è una di quelle pmi che non si è lasciata disarcionare dalla tempesta economica. In che modo? Rinnovando completamente la propria gamma di prodotti e cercando di conquistare nuovi consumatori. In due parole innovazione e internazionalizzazione.

Nel 2010, al termine di una meticolosa ricerca di mercato, l’approdo in Cina. «Il mercato cinese è sterminato», racconta Roberto Losi, uno dei tre soci che guida l’azienda di Polinago. «Impossibile partire all’avventura e sperare di avere successo. Dopo una lunga e laboriosa valutazione ci siamo affidati a mister Luo Guangyuan, presidente dell’Associazione costruttori macchine utensili del Guangdong. Il Guangdong, tanto per avere chiaro in testa il senso delle proporzioni, è una regione nel sud della Cina in cui abitano 300 milioni di persone».

Il presidente di Harbin. Nel mese di aprile è attesa una sua visita nello stabiliemento di Polinago

Guangyuan si è proposto come venditore in esclusiva del marchio modenese e poco alla volta, dal suo ufficio Sau nel Guangdong, ha strappato un accordo ad Harbin, un colosso da 5.500 dipendenti, quotato in Borsa e con 20 sedi distaccate nel resto della Cina. «Pechino pianifica il proprio sviluppo industriale con i piani quinquennali. A breve partirà un massiccio rinnovamento di tutti i macchinari dell’industria civile e militare del Paese e prevediamo una gran mole di lavoro. Harbin ha inserito nel suo catalogo oltre 200 pagine con prodotti a marchio Sau. Apprezzano la nostra alta tecnologia e, il made in Italy, nei confronti dei loro stakeholder, è sinonimo di garanzia e affidabilità. In aprile, se non ci sono contrattempi, a Polinago aspettiamo la visita del presidente di Harbin Liu Yi».

Il profilo di Sau
Nata nel 1986 come azienda di servizio e di supporto alla commercializzazione di prodotti di utensileria standard, dal 2005 Sau passa nelle mani di tre soci paritetici: Angelo Benassi, Roberto Losi e Graziano Manfredini. Tutti e tre i figli (rispettivamente Enrico, Paolo e Marco) sono impiegati all’interno dell’azienda con ruoli di responsabilità.

In sette anni hanno triplicato il fatturato, affiancato al polo produttivo di Polinago una sede commerciale a Modena e internazionalizzato. Oggi la gamma prodotti conta oltre 52 mila articoli diversi.

Sau è specializzata nella produzione di utensili da tornitura, frese, punte, inserti speciali e mandrini. Uscendo dai tecnicismi significa che dall’azienda del nostro appennino escono utensili di estrema precisione a loro volta utilizzati per fabbricare pezzi meccanici di alta tecnologia (dal settore degli orologi a quello aeronautica).

(02 marzo 2012)