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Salumi, è record per l'export 2010

Eccellenti performance di prosciutti crudi, mortadelle e wurstel. Nei primi nove mesi dell'anno sono state inviate oltre i confini nazionali 89.743 tonnellate di prodotti della nostra salumeria per un corrispettivo di 700,1 milioni di euro

Lisa Ferrarini, presidente di AssicaConsiderando la performance complessiva del periodo gennaio-settembre, il settore è risultato straordinariamente dinamico e ancora una volta sopra la media rispetto all'industria alimentare (+9,9 per cento), e di poco inferiore all'industria in generale (+15,1 per cento) che, proprio nel terzo trimestre, ha evidenziato una notevole accelerazione recuperando parte della flessione registrata nei primi nove mesi del 2009 rispetto allo stesso periodo del 2008 (-23,1 per cento).

«I brillanti risultati dell'export», ha affermato Lisa Ferrarini, presidente di Assica, «ci convincono sempre di più del fatto che non bisogna mollare la presa su questo fronte: infatti la libera circolazione di tutta la gamma dei salumi italiani in ambito Extra Ue, si conferma ancora come obiettivo non definitivamente raggiunto, potendosi ritenere realizzato in misura soddisfacente per i soli prosciutti tipici e, parzialmente, per i prodotti di salumeria cotta e, in misura insoddisfacente, per i salumi a breve stagionatura, come per esempio i salami e per le carni suine».

Le performance migliori
Protagoniste di questi primi nove mesi del 2010 sono state senza dubbio le esportazioni di prosciutti crudi (+10,3 per cento in quantità e +12 per cento in valore) che hanno visto un importante aumento sia degli invii di prodotti in osso sia di quelli disossati, affermandosi su tutti i principali Ue ed extra Ue, in particolare Francia, Germania, Regno Unito e Usa. Ottima la performance di mortadella e wurstel (+18,3 per cento in quantità e +16,8 per cento in valore) che hanno potuto beneficiare di un ulteriore importante incremento della domanda comunitaria in particolare di Francia e soprattutto Regno Unito oltre che di quella sempre molto vivace dei paesi terzi. Brillante anche l'andamento delle esportazioni di salami (+14,8 per cento in quantità e +14,2 per cento in valore) la cui presenza si è rafforzata soprattutto all'interno del mercato comunitario in particolare su quello tedesco e oltre i confini comunitari su quello svizzero.

Decisamente buono e in miglioramento anche il trend evidenziato dalle esportazioni di prosciutti cotti (+10,5 per cento in quantità e +10,7 per cento in valore) sostenuto dalla domanda dei partner comunitari "storici" e dal notevole impulso di quella dei Paesi terzi in particolare Usa. Notevole anche il risultato degli invii di pancetta stagionata (+39,5 per cento in quantità e +36,9 per cento in valore) riconducibile agli straordinari incrementi registrati nel primo e terzo trimestre dalla domanda austriaca e sostenuto anche dai rilevanti aumenti di quella di tutti gli altri principali mercati di riferimento (Regno Unito Francia e Germania). In recupero sono apparse, infine, le esportazioni di bresaola (+5,2 per cento in quantità e +7,1 per cento in valore) grazie al buon ritmo evidenziato dalle spedizioni verso i principali mercati comunitari.

Il balzo verso i Paesi extracomunitari
Molto vivace, infine, anche la dinamica delle esportazioni di salumi verso i mercati Extra Ue. Arrivate a raggiungere il traguardo delle 18.600 tonnellate (+18,8 per cento) e i 146,4 milioni di euro (+16,8 per cento). Vera sorpresa di questi primi nove mesi del 2010 è stata la Croazia che con 3.635 tonnellate (+13,6 per cento) è salita al primo posto fra i mercati extra Ue di destinazione grazie alle spedizioni di mortadella e würstel e prosciutti crudi stagionati. In termini di fatturato, invece, la classifica delle principali piazze di riferimento è rimasta quella nota con la Svizzera al primo posto seguita da Usa, Giappone e Croazia.

Brillante, in particolare, il risultato degli Stati Uniti attestatisi sulle 3.325 tonnellate (+26,7 per cento) e i 34,8 milioni di euro (+22,9 per cento) che si confermano un mercato privilegiato, vista l'affezione dei consumatori statunitensi per i nostri salumi, testimoniata dalla costante e brillante crescita della domanda nell'arco di tutti e tre i trimestri. Positive, anche le esportazioni verso la Svizzera. (+2,6 per cento e +8,7 per cento), il Giappone (+12,9 per cento e +5,7 per cento), il Libano (+39,4 per cento e +33,8 per cento), la Federazione Russa (+32,4 per cento e +33 per cento) e Hong Kong (+52,6 per cento e +36,2 per cento).

(09 febbraio 2011)