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Registro Imprese, nel 2010 saldo positivo

A fronte di 5.189 iscrizioni si sono registrate 4.833 cancellazioni

Il saldo tra iscrizioni e cessazioni torna in territorio positivo dopo la contrazione registrata nel 2009: nel 2010, infatti, a fronte di 5.189 iscrizioni si sono registrate 4.833 cancellazioni (escludendo le cessazioni d'ufficio), generando un leggero incremento pari a +356 imprese. Questo saldo positivo deriva dall'incremento del +5,5 per cento delle iscrizioni e dal contemporaneo rallentamento del flusso delle cessazioni (-6,9 per cento).

Considerando solamente le imprese attive, la consistenza al 31 dicembre 2010 è pari a 67.876 unità, con una lieve diminuzione (-0,4 per cento) rispetto alla stessa data del 2009.

La progressiva trasformazione della struttura imprenditoriale della provincia di Modena verso forme d'impresa più articolate è testimoniata dall'incremento delle società di capitale, +2,4 per cento per quanto riguarda le imprese attive, che riportano inoltre, in chiusura d'anno, un saldo tra iscritte e cessate pari a +416 unità, dovuto sia all'aumento delle iscrizioni (+7,9 per cento), sia alla diminuzione delle cessazioni (-5,3 per cento).

Prosegue la contrazione, seppur rallentata rispetto al 2009, delle società di persone e delle imprese individuali attive, per le quali comunque i dati relativi alle imprese iscritte hanno dato segnali positivi (+0,1 per cento per le prime e +6,1 per cento per le seconde), mentre sono diminuite le cessazioni (-16,5 per cento per le società di persone e -4,1 per cento per le imprese individuali).

Analizzando l'andamento dei diversi settori di attività, si conferma anche per quest'anno il ruolo trainante del terziario: le attività immobiliari riportano una variazione positiva del +1,4 per cento, così come il commercio (+1 per cento) e gli alberghi e ristoranti (+2,7 per cento). Tra i servizi, l'unico comparto con il segno meno è quello dei trasporti (-2,4 per cento).

Prosegue, invece, la diminuzione delle imprese attive in agricoltura (-2,7 per cento), nelle costruzioni (-1,5 per cento) e nel manifatturiero (-1,9 per cento), in particolare per quanto concerne il tessile abbigliamento, la meccanica e le industrie alimentari.

(25 febbraio 2011)
Argomenti: Enti locali