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l'anniversario

Rcm, da 50 anni proiettati nel futuro

Tra Maranello e Modena l'azienda ha voluto festeggiare con clienti, amici e fornitori l'importante traguardo

Una saga familiare. «I Raimondi sono tanti ma non sono mai troppi». Sapida e immediata nel suo effetto, questa battuta, raccolta nel video celebrativo "50 anni in un'ora", proiettato al Convention Center del museo Ferrari di Maranello, è la sintesi perfetta di una saga familiare che nel caso di Rcm (Raimondi costruzioni meccaniche) si fa anche storia aziendale.

Renzo, Roberto e Romolo ma anche Raffaele, Raffaella, Raimondo e Riccardo: passato e presente si fondono. La famiglia tutta, riunita con amici, clienti e fornitori, ha voluto festeggiare i 50 anni di attività con un evento ad hoc che si è dipanato tra Maranello e Modena.

«La continuità generazionale è un valore importante», hanno osservato all'unisono Alberto Vacchi, presidente di Confindustria Emilia, e Bruno Ferrarese, presidente dell'associazione che in Italia rappresenta il settore del cleaning industriale. «Onore a voi per il raggiungimento di un traguardo così prestigioso».

I tre capostipiti. Nel 1970, tre anni dopo la nascita di Rcm, le motoscope prodotte in un anno erano 5. Divennero 150 nel 1975, 4.500 nel 1985 e 10mila nel 1992. Oggi Rcm vende in circa 80 Paesi del mondo e pur con qualche contraccolpo, dovuto alla crisi economica del 2007 (che non si è mai tradotta nel licenziamento di nessun dipendente), continua la sua marcia.

«Tra motoscope e lavapavimenti fabbrichiamo 28 modelli e circa un'ottantina di differenti versioni di questi modelli», hanno ricordato i tre fratelli. «All'inizio della nostra attività il problema era spiegare cosa vendessimo, descrivere ai nostri clienti l'utilità delle nostre macchine. Oggi, a 50 anni di distanza, le questioni un po' problematiche sono almeno due: da una parte la concorrenza spietata e dall'altra i prezzi di vendita che tendono al ribasso. Costruire da zero una macchina come la nostra, ha dei costi vivi che non possono scendere oltre un certo limite».

La continuità. Raffaele e Raffaella sono i figli di Renzo. Riccardo e Raimondo sono i figli di Roberto. Raimondo è il responsabile della filiale spagnola di Rcm, Riccardo è il direttore generale. Raffaele è il direttore di produzione, mentra Raffaella è la responsabile delle risorse umane. Il presente e il futuro di Rcm è rappresentato da loro. «Il pensiero unico non è mai stato molto di moda dentro la nostra realtà», ha rimarcato Raffaella. «Le differenze sono una ricchezza. Non è pensabile gestire le 130 persone di cui si compone la nostra azienda senza armonia. I "particolarismi" se capiti e lasciati esprimere sono virtù. A una fredda e asettica cultura di impresa preferiamo contrapporre un caldo umanesimo fatto di scambi e di relazioni umane».

Tra 50 anni? Tra cinquant'anni Rcm sarà qualcosa di profondamente diverso da quello che è oggi. Intanto, mentre già cominciano ad affacciarsi sulla scena i nipoti di Renzo, Roberto e Romolo, la scelta è di provare a diversificare, trovare una nuova nicchia di mercato. «In seno a Rcm», ha chiarito sempre Raffaella Raimondi, «abbiamo da poco promosso la nascita di una start up che provi a darci qualche soddisfazione nel campo delle macchine per la pulizia stradale. Il nostro "mestiere" cambierà sempre più in fretta e dovremo essere bravi a intercettare i nuovi bisogni del mercato globale».

(06 ottobre 2017)
Argomenti: Metalmeccanico