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Rapporto banca-impresa, il bilancio di Confindustria Modena

Filippo Borghi e Alessandro RossiUn invito alle banche perché ritornino a fare «come una volta, guardando la storia dell’azienda e il valore dell’imprenditore», ma al contempo un consiglio alle imprese, che vivano come una prassi manageriale la formulazione «di report trasparenti e puntuali, consultabili in ogni momento dagli istituti di credito che devono concedere il finanziamento».

«Confindustria Modena», ha spiegato il vicepresidente dell’associazione degli industriali modenesi con delega a credito e finanza Filippo Borghi, «non è né il consulente né il mediatore finanziario delle sue aziende associate, al più si attribuisce un ruolo proattivo nella formazione di una cultura d’impresa al passo coi tempi».

Nel corso della conferenza stampa che, a un anno dalla crisi finanziaria, ha fatto il bilancio del rapporto banca-impresa sul nostro territorio, Borghi ha citato le principali azioni messe in campo da Confindustria Modena a sostegno degli associati: «In collaborazione con l'Università di Modena e Reggio Emilia abbiamo sviluppato un ciclo di incontri formativi su varie tematiche, dalla redazione del business plan all'analisi economico-finanziaria per indici. Durante questo percorso formativo Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Banco San Geminiano e San Prospero, Unicredit e Cariparma hanno illustrato alle nostre aziende i modelli di rating. Con altri istituti di credito ci siamo preoccupati, poi, di siglare convenzioni che favorissero temi strategici quali ricapitalizzazione aziendale, investimenti innovativi, internazionalizzazione ed efficienza energetica».

«Di particolare rilievo», ha ricordato il responsabile Area fisco e finanza di Confindustria Modena Alessandro Rossi, «l’azione di stimolo verso il Cofim per aumentare le garanzie prestate alle imprese, che sono passate dal 10 al 50-60 per cento e si sono prolungate per tutta la durata del prestito».

Dalla home page di Confindustria Modena è possibile entrare in una sezione ad hoc dove reperire ulteriori informazioni: dalle convenzioni messe in piedi dall'associazione, ai provvedimenti anticrisi stipulati da Regione e Provincia, fino all’accordo firmato tra governo, Abi e Confindustria sulla moratoria dei debiti.

«Dal Prefetto di Modena», ha aggiunto Rossi, «abbiamo ottenuto di poter organizzare anche a livello provinciale un osservatorio che prevede la partecipazione della Prefettura accanto a quella delle associazioni di categoria per monitorare ufficialmente il rapporto banca-impresa, sulla falsa riga di quello già attivato a livello regionale. La nostra azione, ovviamente, non si ferma qui: attraverso Confindustria Emilia-Romagna vorremmo trovare un’intesa con le banche affinché, anche chi abbia contratto mutui e leasing che beneficiano di contributi pubblici, possa usufruire della moratoria».

«L'intervento dello Stato in questa situazione di crisi? Da liberale e liberista quale sono», ha concluso Borghi, «vorrei che rimanesse fuori dall'economia. Ma stiamo facendo i conti con una recessione mondiale che vede gli Stati intervenire per cercare di sostenere le imprese e l'occupazione. Anche il governo italiano, in questo frangente, è chiamato a fare la sua parte. Mi auguro che si tratti di una fase d'emergenza e che l'equilibrio del mercato venga ripristinato.   

(05 ottobre 2009)
Argomenti: Confindustria, Credito