
Le imprese dell'Emilia-Romagna aderenti a Fondimpresa, il maggiore tra i fondi interprofessionali, sono circa 6.500. Il fondo consente alle aziende e ai lavoratori di utilizzare in modo semplice ed efficace per la formazione continua le risorse da loro accantonate con lo 0,30% del monte salari, tramite due strumenti: la partecipazione agli Avvisi nazionali e il conto formazione che ogni azienda ha a disposizione.
Finora sono stati mobilitati in Emilia-Romagna 85 milioni di euro, di cui 25 cofinanziati dalle imprese. L’utilizzo degli strumenti di Fondimpresa è passato dai 7.500 lavoratori coinvolti nel 2007 ai 100 mila del 2011, e da 115 mila a 2 milioni di ore complessive di formazione. Nei primi 10 mesi 2011 sono stati avviati 1.122 piani aziendali, e dal 2007, complessivamente, ne sono stati realizzati 2.684.
Sono alcuni dei dati illustrati in occasione dell'incontro "La formazione sul lavoro, strumento di crescita. Le risposte di Fondimpresa", organizzato a Bologna da Orione, l'organismo bilaterale per la formazione costituito da Confindustria Emilia-Romagna e Cgil, Cisl e Uil Emilia-Romagna. All’incontro sono intervenuti l'assessore regionale Lavoro e Formazione Patrizio Bianchi, il presidente di Fondimpresa Giorgio Fossa, il vicepresidente di Confindustria Emilia-Romagna Paolo Maggioli, la componente della segreteria regionale Cgil Simonetta Ponzi, il segretario regionale Cisl Giorgio Graziani, Roberto Neri della segreteria regionale Uil, Annamaria Raimondi dell'Ufficio Studi e Ricerche di Confindustria regionale, il Ricercatore Ires Stefano Tugnoli, il presidente di Orione Giovanni Neri e il vicepresidente Luigi Foschi.
Nell'occasione sono state presentate due analisi sulla formazione realizzata in Emilia-Romagna con gli strumenti di Fondimpresa: il Conto di Sistema, relativo agli avvisi, e il Conto Formazione a disposizione di ogni azienda. Gli studi sono stati elaborati congiuntamente da Confindustria Emilia-Romagna e Ires Emilia-Romagna.
L’indagine realizzata nel 2009 e nel 2010 tramite l'Avviso Fondimpresa 2/2008 ha coinvolto 355 aziende per un totale di 7.833 lavoratori. Rispetto all'avviso dell’anno precedente si registra un aumento del 45 per cento delle imprese partecipanti.
Le tematiche più diffuse sono state, nell’ordine, la sicurezza sul lavoro (24 per cento), lingue (15 per cento), informatica (13 per cento), gestione aziendale e amministrazione (6 per cento) abilità personali (11 per cento). Le piccole imprese si sono concentrate sui temi della sicurezza del lavoro e dell’informatica (rispettivamente 26 e 29 per cento). I lavoratori appartengono per la maggioranza al settore meccanico (36,4 per cento). La metà ha il diploma di scuola superiore e il 22 per cento la laurea. Vi è una prevalenza di impiegati (67,3 per cento), mentre gli operai sono circa il 30 per cento. Coerentemente con la composizione degli organici, prevalgono i maschi (69 per cento) e le fasce di età più presenti sono: 25-34 anni il 27 per cento, 35-44 anni il 40 per cento, 45-55 anni il 25 per cento. Praticamente tutta la formazione dei lavoratori è stata effettuata in orario di lavoro.
L’altra indagine riguarda le attività formative realizzate con il Conto formazione in Emilia-Romagna dal 2007 al 2009. I piani presentati sono stati 543, con un aumento continuo nel triennio e un monte ore previsto di 550 mila ore circa. Anche con questo strumento le tematiche prevalenti sono state sicurezza sul lavoro (24,2 per cento), abilità personali (17,2 per cento), tecniche di produzione (12 per cento).
«In questa fase difficile», ha sottolineato il vicepresidente di Confindustria Emilia-Romagna Paolo Maggioli, «le imprese hanno ripensato le strategie, le alleanze, l’organizzazione produttiva, nell’ottica di investire in settori innovativi, puntare a nuovi mercati e offrire produzioni di maggiore qualità. Per questo è indispensabile rafforzare le competenze tecniche e specializzate presenti nelle aziende. Fondimpresa è uno strumento straordinario per contribuire a questo impegno e ha un ruolo fondamentale anche nell’ottica di coinvolgere le imprese di piccole dimensioni».
«Dalle indagini», ha ricordato Luigi Foschi, vicepresidente di Orione, «è emerso un forte fattore di selezione di natura trasversale sui lavoratori in formazione: le imprese tendono a privilegiare determinate categorie di lavoratori, in particolare gli impiegati rispetto agli operai. Ciò non deve essere visto solo in modo negativo. Fondimpresa dimostra che l’azione delle parti sociali può dare un contributo positivo, promuovendo proposte formative che rispondano alle effettive esigenze dei lavoratori e delle aziende».
(19 gennaio 2012)