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premio lucchese

Quando a contare è il gioco di squadra

Leo Turrini, ospite d'onore alla cerimonia
di premiazione, ha esortato i ragazzi a mettere
il proprio talento al servizio degli altri

Da sinistra: il presidente della Società ceramica italiana Paolo Zannini, il giornalista Leo Turrini e la preside dell'Itis Volta Alessandra BorghiGabriele Calderone, Dario Dallari e Matteo Lombardi sono gli studenti più meritevoli dell’istituto tecnico “Alessandro Volta” di Sassuolo vincitori delle tre borse di studio bandite da Florim nell’ambito del Premio Lucchese istituito in memoria di Giovanni Lucchese. Il Premio, giunto quest’anno alla ventiduesima edizione e organizzato in collaborazione con la Società ceramica italiana, è stato istituito nel 1987 per ricordare la passione e l’entusiasmo per la ricerca che hanno contraddistinto il fondatore di Florim Giovanni Lucchese. I tre ragazzi, che nel 2008 si sono diplomati col massimo dei voti, sono stati premiati dalla moglie dell’ingegner Lucchese, Gisella, e dal figlio Claudio, attuale presidente di Florim Ceramiche.

Quest’anno l’ospite-relatore è stato il giornalista e scrittore Leo Turrini. Il suo intervento, dal titolo “Uno per tutti e tutto per uno, il talento del singolo e la forza della squadra” ha tratto esempi dal mondo dello sport per far emergere il valore del gioco di squadra e l’importanza, per un campione, di mettere il proprio talento al servizio degli altri. «Nel contesto economico e sociale che stiamo vivendo», ha ricordato ai ragazzi Turrini, «la solidarietà è una virtù assolutamente da riscoprire».

(18 maggio 2009)
Argomenti: Ceramico, Cultura