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Pietro Ferrari: «Imprese, la ripresa si gioca su tre fronti»

Dimensione, internazionalizzazione e innovazione: le priorità di Confindustria Modena per il rilancio del "fare impresa"

Con una produzione calata del 22,1 per cento, un fatturato eroso del 20,9 per cento e una perdita nell'export di 2,7 miliardi di euro, il manifatturiero modenese si mette alle spalle un 2009 che definire orribile può apparire persino riduttivo.

Pietro FerrariRicomponendo il puzzle della crisi attraverso i dati che Confindustria Modena ha raccolto tra i propri associati, si capisce che il 2010 sarà un altro anno difficile, con scarse indicazioni sui tempi di ripresa e con le aspettative a breve termine degli imprenditori che virano verso un atteggiamento di stazionarietà. «I nostri imprenditori», afferma il presidente di Confindustria Modena Pietro Ferrari, «prevedono una sostanziale tenuta del sistema: produzione, occupazione, ordinativi interni ed esteri dovrebbero mantenersi stabili».

Se l'ottimismo non sprizza da tutti i pori è pur vero che tra le imprese non c'è nemmeno rassegnazione. «I segnali di pessimismo tra gli imprenditori», continua Ferrari, «tendono ad attenuarsi. Ma per risalire la china l'intero sistema Italia ha bisogno di un "viaggio" verso le riforme: fisco, welfare, pensioni e mercati finanziari in primis».

Il futuro di Modena e provincia si gioca su più fronti. Ecco i temi chiave.

Occupazione. «Non vi è dubbio che le aziende saranno costrette a processi di ristrutturazione interna e riorganizzazione produttiva con conseguente riduzione della forza lavoro. Non ci siamo mai nascosti il problema, anzi ne avevamo parlato già lo scorso autunno. Occorre fare però chiarezza: i dati regionali sul mercato del lavoro dicono che le liste di mobilità nei primi dieci mesi del 2009 hanno registrato circa 23 mila iscrizioni (10 mila in più rispetto al 2008), ma si tratta in grandissima parte di licenziamenti individuali. Le espulsioni collettive di manodopera sono cresciute, invece, di circa un migliaio. Gli imprenditori modenesi hanno messo in campo tutti gli strumenti possibili per difendere l'occupazione, ma è chiaro che di fronte alla mancanza di ripresa del mercato l'unica possibilità di sopravvivenza delle aziende è ridurre le dimensioni».

Giovanni MessoriDimensione imprese. «Occorre superare la piccola dimensione attraverso le aggregazioni. Confindustria Modena intende promuovere il "contratto di rete": a tal proposito, insieme all'Università di Modena e Reggio Emilia, abbiamo istituito una commissione di studio per valutare gli aspetti fiscali e legislativi di questo contratto. Appena pronti i decreti attuativi della legge 33/2009, si terrà un convegno con esperti del campo che possano trasmettere agli associati competenze e conoscenze specifiche».

Innovazione. «Non è concepibile ragionare di innovazione senza includere nel ragionamento le università. Confindustria Modena sta lavorando perché l'ateneo e i suoi servizi siano "a portata di impresa". Vorremmo che i dottorati di ricerca diventassero un valore imperdibile anche per le aziende, ma sappiamo che non tutte possono accollarsi i costi di gestione: stiamo sviluppando un accordo con l'Università per rendere più strutturata la collaborazione. Inoltre, l'ateneo ci segnalerà il titolo delle tesi in anticipo rispetto alla data della discussione di laurea. Contemporaneamente ci stiamo muovendo perché gli stage in azienda siano sempre più proficui ed efficaci».

Infrastrutture. «Inutile rimarcare quanto aspettiamo una decisione del Cipe sulle sorti di Marzaglia. Questo scalo merci, se ben collegato, può diventare il nuovo simbolo industriale della città, la vetrina di Modena. Oltre a ciò, ovviamente, ci sta a cuore il nodo infrastrutture nel suo complesso. A chi sostiene che, vista la crisi, le infrastrutture non servono più rispondiamo che invece proprio ora è necessario ripensare il territorio, con l'obiettivo di uscire dalla recessione: serve poter contare sulle strade, sullo scalo, in particolare per il distretto di Sassuolo, in un'ottica di riorganizzazione che non abbia più necessariamente la ceramica come centro focale».

Internazionalizzazione. «Si devono scegliere con grande attenzione le aree d'espansione più promettenti. Paesi come Cina, Brasile e India hanno in questo momento prospettive di crescita nettamente superiori al blocco Vecchio Continente-Nord America».

Finanza. «Confindustria Modena non ha mai fatto mancare il suo appoggio alle aziende sul delicato tema dell'accesso al credito. Non dimentichiamoci poi che è partita da Modena la richiesta di modifica dell'accordo sulla moratoria dei debiti. La moratoria, valida fino al 30 giugno 2010, prevede la sospensione del pagamento dei debiti delle pmi verso il sistema creditizio. Ma a essa, inizialmente, era precluso l'accesso per chi avesse ottenuto finanziamenti attraverso la legge Sabatini e la legge 598/94. Con l'aiuto delle presidenti Artoni e Marcegaglia si è ottenuto un importante risultato: ministero, Abi, Regione Emilia-Romagna, Camera commercio di Modena hanno accolto i cambiamenti. Con l'Associazione degli Industriali di Reggio Emilia, infine, abbiamo studiato diversi progetti comuni: l'ultimo è quello del Desk del Credito».

(15 marzo 2010)