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BANCHE E IMPRESE

Pietro Ferrari: «I nostri progetti contro la stretta del credito»

Il presidente degli industriali modenesi espone le attività messe in campo per aiutare le imprese associate

Pietro Ferrari, presidente di Confindustria Modena

Secondo una recente indagine di Swg ottenere un prestito o aprire una linea di credito è diventata una chimera per un terzo delle piccole e medie imprese italiane. Come si configurano sul territorio i rapporti tra banche e imprese?
«Anche per Modena il 2012 sulla carta si presenta molto più difficile del 2011 sul fronte dell'accesso al credito. Da una parte pesano i problemi di liquidità delle banche, causati anche dalle regole imposte da Basilea 3 che impongono loro di aumentare entro giugno la percentuale del patrimonio di vigilanza, dall'altra il persistere della congiuntura internazionale negativa mette in difficoltà le imprese, con un conseguente deterioramento del merito creditizio. A questo dobbiamo anche aggiungere un'altra forte preoccupazione: le imprese che riescono ad avere accesso al credito riscontrano purtroppo spread elevati, in alcuni casi tali da dover rinunciare al finanziamento bancario».

Sempre secondo questa indagine, per la maggioranza degli interpellati nei prossimi mesi la situazione peggiorerà. Quali sono le sue previsioni?
«Non vi è dubbio che la situazione economica generale è molto difficile e il futuro prossimo non si prospetta semplice. Altrettanto indubbio è il ruolo essenziale che le banche devono continuare ad avere nel finanziare il nostro tessuto produttivo, fatto di tante piccole e medie imprese che creano da sempre occupazione e benessere. Rispetto agli anni scorsi in cui Confindustria Modena è riuscita a siglare per i propri associati convenzioni con le banche basate principalmente su spread di favore, il quadro attuale rende meno efficace questa strada, in quanto negli ultimi 18 mesi abbiamo assistito a diversi repricing delle condizioni che hanno parzialmente ridotto l'efficacia degli accordi».

Pietro Ferrari, presidente di Confindustria Modena

Quali sono i progetti che intendete mettere in campo per sostenere le vostre imprese nell’accesso al credito?
«Questo è un tema su cui Confindustria Modena continua a investire molto, tanto che da diverso tempo portiamo avanti un'attività di sensibilizzazione e di formazione sulle materie finanziarie realizzate anche con il supporto della nostra scuola di management, Nuova Didactica, e dell'Università di Modena e Reggio Emilia.

Più specificatamente, stiamo continuando a monitorare il rapporto banca-impresa e stiamo incontrando tutti gli istituti di credito presenti in provincia per trovare soluzioni che consentano di facilitare l'accesso al credito delle imprese associate. Una di queste è il "desk del credito" che consente alle nostre imprese, dopo una diagnosi dettagliata delle problematiche aziendali, di ricevere gratuitamente le linee guida con la definizione delle soluzioni e del piano di azioni da intraprendere; successivamente arriviamo ad affiancare le aziende nei rapporti bancari anche attraverso la predisposizione di un "fascicolo" che contiene i dati quantitativi e qualitativi dell'azienda. A tal proposito stiamo chiudendo un accordo con i principali istituti di credito che prevede, a fronte di una comunicazione trasparente da parte degli imprenditori, con la presentazione completa del "fascicolo", un tempo di risposta delle banche alla richiesta di fido entro 30 giorni e uno sconto sui costi legati alla revisione dei fidi. Inoltre, consapevoli che è determinante per tutte le aziende poter contare su un sistema di controllo di gestione, stiamo valutando alcune opportunità per fornire questo servizio alle nostre piccole e medie imprese che non hanno la possibilità di organizzarlo al proprio interno.

Altra iniziativa degna di nota è il "Club della finanza" che in pochi mesi conta già un centinaio di iscritti e che ha l'obiettivo di promuovere il confronto e l’approfondimento di tematiche specialistiche dettate dalle esigenze e dagli sviluppi di un mercato in continua evoluzione: gli incontri si svolgono prevalentemente con la formula della tavola rotonda con un numero limitato di partecipanti nella quale un moderatore introduce il tema, che viene poi discusso e analizzato dai partecipanti. Si sta definendo l'attività del 2012 che comprenderà argomenti quali "la corretta gestione finanziaria", "l'analisi del costo effettivo del debito" e "il rischio di cambio".

Infine, svolgiamo un importante supporto anche agli associati più strutturati: presso i nostri uffici è stato aperto uno sportello del Fondo Italiano d'Investimento e uno di Borsa Italiana. In particolare abbiamo già selezionato tre aziende con alto potenziale di crescita che abbiamo portato all'attenzione del Fondo per un'analisi di investimento diretto. Con Borsa Italiana, considerato il momento non favorevole alla quotazione, stiamo ragionando per fare entrare qualche realtà industriale nel "progetto Elite", da loro promosso, che prevede un programma di formazione triennale con l'obiettivo di "allenare" le imprese a un'eventuale quotazione».

(23 gennaio 2012)
Argomenti: Confindustria, Credito