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Pietro Ferrari: «Crisi, i dati peggiorano»

Il terzo trimestre 2009, rispetto all’anno precedente, registra cali di fatturato, export e ordini rispettivamente nell'ordine del 25,7, 21,8 e 17,6 per cento

Dal terzo trimestre 2009 nessuna inversione di tendenza: rispetto all’anno precedente il fatturato cala del 25,7 per cento, l’export del 21,8 per cento e gli ordini del 17,6 per cento. E facendo un raffronto con il precedente trimestre la musica non cambia: rispettivamente -7,5 per cento, -5,4 per cento e -7,6 per cento.

La conferenza stampa del presidente di Confindustria Modena Pietro FerrariA partire da questi dati il presidente di Confindustria Modena Pietro Ferrari ha voluto presentare la difficile congiuntura economica dell’industria modenese ai direttori dei quotidiani locali e ai responsabili economici delle televisioni locali. «Si tratta di numeri straordinariamente preoccupanti» ha detto Ferrari, «in controtendenza rispetto a quelli che filtrano a livello nazionale. In questo contesto, appaiono eccezionalmente negative le cifre del metalmeccanico, con cali di produzione che superano il 50 per cento, soprattutto nell’automotive. Solo nel primo semestre 2009 questo settore ha perso nell'export un miliardo di euro».

Imprenditori, sindacati e istituzioni
Il direttore di Confindustria Modena Giovanni Messori e Pietro FerrariLa crisi avrà conseguenze ineludibili sull’occupazione: le aziende, costrette a processi di ristrutturazione interna e di riorganizzazione produttiva, non potranno che ridurre l’attuale forza lavoro. Il sentiment, in sostanza le aspettative a breve termine degli imprenditori associati a Confindustria Modena, non mostra sostanziali miglioramenti: per l’ultimo trimestre del 2009 il 28 per cento degli intervistati si attende un calo ulteriore, il 23 per cento parla di crescita e il 34 per cento prevede un ridimensionamento della struttura aziendale.

«Come ha ricordato recentemente la presidente di Confindustria Emilia-Romagna Anna Maria Artoni», ha spiegato Ferrari, «occorre che istituzioni e parti sociali affrontino questa realtà utilizzando tutte le misure a disposizione per risolvere le situazioni diversificate, nel rispetto delle compatibilità economiche e produttive essenziali alla sopravvivenza di ogni azienda. A tal proposito serve un'azione congiunta con le istituzioni locali e regionali per affrontare le pesanti conseguenze della crisi, realizzando strumenti che aiutino le persone espulse dal processo produttivo a ricollocarsi. Da parte nostra non è mai venuto meno il confronto diretto con i sindacati».

Accesso al credito
Fin dall’inizio della crisi, l’azione di Confindustria Modena si è rivolta al rapporto con le istituzioni bancarie per favorire l’accesso al credito da parte delle aziende associate. «Alle banche», ha ricordato Ferrari, «chiediamo lo sforzo di valutare le imprese "al netto della crisi", di avere lungimiranza, usando per esempio i "Tremonti bond" e attingendo ai tre miliardi di euro di cui la Cassa depositi e prestiti dispone». Il Cofim finora ha operato al massimo delle sue potenzialità. Ma, proprio per l’entità della recessione, in futuro è necessario «che il consorzio si aggiorni e si doti di strumenti nuovi e maggiormente efficaci. In che modo? Entrando nei Confidi regionali che possono offrire agli istituti bancari "garanzie eligibili" più utili alle imprese».

Infrastrutture
Pietro FerrariNon basta più raccogliere consensi verbali e dichiarazioni d'intenti, sono necessari risultati veri. «Lo scalo merci di Marzaglia, se non sarà collegato a Dinazzano rappresenterà la classica cattedrale nel deserto», ha ribadito il presidente di Confindustria Modena. «Ma le infrastrutture del futuro non sono solo materiali, possono essere anche virtuali: mi riferisco al polo Ict di Cittanova. Qui vorremmo creare il centro tecnologico della Modena del futuro. Sarebbe utile qualche intervento di agevolazione da parte del Comune, e qualche investimento da parte delle associazioni di categoria: Confindustria crede nel progetto ed è pronta a partire. Riteniamo che la Camera di Commercio abbia le stesse intenzioni».

Marketing territoriale
La crescita economica e sociale è il risultato di scelte e azioni che hanno per soggetto propulsore l’intero territorio. Il marketing territoriale deve permettere al territorio di suscitare "appeal", al pari di un prodotto che sta sul mercato. «La provincia modenese ha le carte in regola per diventare uno dei luoghi più attrattivi d’Europa», ha affermato Ferrari. «E il primo appuntamento è con Expo 2015. Di marketing territoriale se ne parla da molto e vi sono diversi progetti che stanno venendo avanti. Ma per ottenere risultati concreti, bisogna evitare di agire senza coordinamento. La partecipazione al Mipim 2010, la più importante manifestazione internazionale di real estate che si tiene a Cannes tutti gli anni, potrebbe essere un banco di prova importante per la nostra idea di marketing territoriale».

Sistema Italia
La straordinarietà della crisi, che fagocita risorse ed energie, è figlia di un gap strutturale che Confindustria non ha mai nascosto, anche negli anni della crescita. «L’Italia ha bisogno di riforme strutturali non più derogabili», ha concluso Ferrari, «e i grandi nodi da sciogliere rimangono sempre gli stessi: ampliamento delle infrastrutture, snellimento della burocrazia, valorizzazione del capitale umano e liberalizzazioni».

(02 novembre 2009)
Argomenti: Confindustria