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capitale umano e formazione

Piero Ferrari: «Lo spirito dell'astronauta per l'impresa del futuro»

Si chiama "Pronti al lancio" il piano di formazione strategica per il biennio 2012-2013 promosso da Hpe Coxa. Con un intervista a EmmeWeb il presidente dell'azienda modenese spiega i contenuti di questo progetto e ci offre la sua visione sul futuro di Modena nella motor valley emiliana

Piero Ferrari, presidente di Hpe-Coxa

"Pronti al lancio": per il vostro convegno di giovedì 15 marzo avete scelto uno slogan a effetto e avete invitato un’astronauta di fama internazionale come Paolo Nespoli. Che cosa vuole comunicare Hpe-Coxa alla comunità modenese?
«Hpe-Coxa ha deciso di avviare un piano di formazione strategica per il biennio 2012-2013 dedicato ai tecnici, agli ingegneri progettisti e ai quadri dirigenti. Con l’evento di giovedì 15 marzo da una parte cogliamo l’occasione per addentrarci nelle pieghe di questo progetto, che coinvolgerà oltre 100 persone per 1.000 ore di formazione con un investimento di circa 100 mila euro, e dall’altra proveremo a fornire tanti validi e buoni motivi per attrarre verso di noi talenti freschi e motivati. L’obiettivo, in buona sostanza, è duplice: aumentare il livello di preparazione del capitale umano interno e fare incetta di nuove risorse, meglio se giovani laureandi. Paolo Nespoli è l’emblema dell’eccellenza italiana all’estero, di un’eccellenza di nicchia che per esistere deve continuamente alimentarsi di passione, rischio e competizione internazionale. Hpe-Coxa in questo sistema di valori si ritrova completamente».

Andando più in profondità come si articolerà l’evento?
«Secondo i canoni della tavola rotonda. Dopo il racconto dell’esperienza umana e professionale di Paolo Nespoli, si succederanno gli interventi del rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia Aldo Tomasi, del presidente di Confindustria Modena Pietro Ferrari, del direttore generale della Bper Luigi Odorici, del comandante dell’Accademia militare Massimiliano Del Casale e del Ceo di Hpe-Coxa Andrea Bozzoli. Luigi Serio, docente di Economia e Gestione delle imprese alla Cattolica di Milano, vestirà i panni del moderatore. Come si desume dal parterre dei relatori abbiamo voluto imprimere al convegno una forte valenza territoriale: la laboriosa e "umile" provincia, esattamente come 50 anni fa, custodisce l’armamentario più raffinato per andare alla conquista dei mercati del mondo. Il vero snodo, oggi, è saper scovare e valorizzare questa miniera».

Hpe-Coxa, nelle sue lavorazioni meccaniche di precisione, quotidianamente si rapporta con partner industriali che potremmo definire ad alta densità tecnologica. Quanto è importante per un’azienda come la vostra la formazione del capitale umano?
«Hpe-Coxa ha un organico di 110 persone: l’età media è 34 anni e il 45 per cento sono ingegneri. Nel 2011 abbiamo fatturato 15 milioni di euro ed esportato verso America del Nord, Germania e Svezia. Tra i nostri settori di specializzazione ci sono l’Aerospaziale e la Difesa ma anche il Motorsport e l’Automotive. I numeri del bilancio economico non sono quelli di una multinazionale ma le logiche e le caratteristiche del management, e in generale delle risorse umane, non hanno nulla da invidiare ai big player dell’industria mondiale. Direi quindi che la formazione permanente in Hpe-Coxa sia la regola. Se così non fosse nella nicchia di mercato superspecializzata in cui viviamo faremmo fatica a restare».

Paolo Nespoli con i dipendenti di Hpe-Coxa

Senza innovazione non c’è crescita e futuro per le imprese. Sono ancora le università ad avere in mano il pallino dell’innovazione?
«L’Accademia ha il ruolo di formare e selezionare gli intelletti migliori e al suo interno si deve tendere all’elaborazione di una ricerca alta e raffinata. Negli ultimi tempi, complice la crisi e il taglio dei finanziamenti pubblici, l’università ha abdicato al suo compito originario: la ricerca scientifica si fa in funzione delle esigenze delle aziende perché è l’unico modo per avere fonti certe di approvvigionamento economico. Ma siamo certi di avere imboccato il sentiero giusto? L’azienda, in prima battuta, non deve chiedere all’università di trovare una soluzione scientifica al suo problema ma deve pretendere, nelle procedure di selezione del personale, la possibilità di scegliere tra candidati seri e preparati. Chi deve plasmare la classe dirigente del futuro se non l’università?».

L’economia modenese, nonostante le burrasche economico-finanziarie degli ultimi tre anni, è ancora in piedi. Come pensa che si potrà declinare in futuro lo sviluppo di questo territorio? Resteremo ancora un’invincibile armata nel cuore della motor valley emiliana?
«Modena resterà in pole position anche negli anni a venire. Essere in pole, mutuando la metafora dalla Formula 1, non significa però avere la certezza di vincere il Gran Premio. Diciamo pure che in questo territorio ci sono ingredienti fenomenali: ottimismo, voglia di fare e un bacino di risorse specializzate. Nondimeno per tagliare primi il traguardo e ambire al Mondiale, occorrono almeno due condizioni: un supporto attivo e reale da parte delle istituzioni locali e la rinascita, in seno alle grandi aziende modenesi, di uno spirito di guida e trascinamento nei confronti delle pmi. A questa provincia, e più in generale a questo Paese, servono modelli. Modelli di virtù e di tecnologia».

Hpe-Coxa: tecnologia di nicchia

(12 marzo 2012)