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Pier Luigi Ceccardi ospite della giunta

Il presidente di Federmeccanica è stato invitato a un incontro con la giunta dell’associazione di via Bellinzona. Al parlamentino degli industriali modenesi ha portato le ultime novità sul fronte delle relazioni industriali nel settore metalmeccanico

Pier Luigi Ceccardi è stato ospite della giunta di Confindustria Modena«Con la Fiom il dialogo non si è mai interrotto. Stiamo lavorando perché anche loro tornino a sedersi al tavolo della trattativa».

È un messaggio distensivo quello che Pier Luigi Ceccardi lancia all'indirizzo del sindacato che all'interno della Cgil rappresenta i lavoratori del settore metalmeccanico.

Ieri pomeriggio il presidente di Federmeccanica è stato ospite della giunta di Confindustria Modena. Al parlamentino degli industriali modenesi Ceccardi ha portato le ultime novità sul fronte delle relazioni industriali.

«Il consiglio direttivo di Federmeccanica stava lavorando già da tempo al recesso del contratto nazionale siglato il 20 gennaio 2008», ha affermato Ceccardi. «Anche perché il settore metalmeccanico un contratto di riferimento ce l'ha ed è quello del 15 ottobre 2009 firmato da Fim, Uilm, Fismic e Ugl. Tutte queste sigle insieme rappresentano la maggioranza dei lavoratori».

Federmeccanica rappresenta grandi gruppi industriali ma anche una miriade di piccole e medie imprese che costituiscono l'ossatura di sistemi economici come quello di Modena. «Rappresentiamo 12 mila imprese per un totale di circa 1 milione di lavoratori», ha aggiunto Ceccardi. «La nostra azione vuole essere di supporto a tutti gli associati, nessuno escluso. Siamo convinti che tramite un paziente processo di concertazione sapremo ripristinare un buon livello di relazioni industriali: ne ha bisogno il Paese e ne hanno bisogno territori dinamici e laboriosi come il vostro».

In sintonia con i contenuti di Pier Luigi Ceccardi anche il presidente di Confindustria Modena Pietro Ferrari: «Le nostre imprese devono essere messe nelle condizioni di agganciare anche il più timido segnale di ripresa economica. Non possiamo permetterci battute a vuoto né tanto meno polemiche e schermaglie controproducenti. Credo che dal tavolo nazionale aperto ieri pomeriggio tra le parti sociali giunga una linea di indirizzo inequivocabile: gli attori socio-economici trovino insieme le soluzioni ai problemi della crescita, dell'occupazione e degli investimenti. Partendo da questioni di natura strutturale, forse, possiamo pensare di riannodare più facilmente i fili delle relazioni industriali. Con tutti gli interlocutori, Fiom inclusa».

(05 ottobre 2010)