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Piastrelle, il traino è ancora l'export

Al 30 settembre 2011 il fatturato estero in crescita del +3,8 per cento a fronte di introiti sul mercato nazionale in flessione del 2,3 per cento

L’analisi sull’industria ceramica italiana è partita dalle statistiche sulle vendite in Italia e sulle esportazioni al 30 settembre 2011, che evidenziano un fatturato estero in crescita del +3,8 per cento a fronte di introiti sul mercato nazionale in flessione del 2,3 per cento. Una analisi che, per la prima volta, è stata affrontata verificando il comportamento delle imprese a seconda della propria dimensione aziendale e, rispetto ai mercati di destinazione, la dinamica delle vendite a seconda delle diverse fasce di prezzo.

L’Osservatorio Previsionale, che come consuetudine ha delineato le prospettive congiunturali e il commercio internazionale di ceramica per il biennio 2012-2013 sui principali mercati di sbocco, ha analizzato per la prima volta la dinamica di medio termine relativa ai diversi prodotti che concorrono a livello mondiale al rivestimento delle superfici residenziali.

Da questo è emerso che nel 2010 la ceramica copre il 36,1 per cento dei volumi di mercato, il legno il 15,5 per cento, la pietra il 5,1 per cento, la moquette il 28,4 per cento e gli "altri prodotti" il 14,8 per cento.

Significativa è stata poi l’analisi relativa agli effetti delle imposizioni dei dazi sulle importazioni in Europa di ceramica cinese, che ha confermato una flessione pari al 34 per cento del fatturato medio ante dazi e che una consistente fetta sia stata acquisita da aziende italiane. È stata consegnata anche l’Analisi dei Bilanci delle aziende ceramiche 2008-2010, utile strumento di approfondimento finanziario.

La successiva tavola rotonda si è invece maggiormente soffermata su temi quali il percorso e i rischi connessi alla non creazione di un Europa Politica, la natura e le nuove peculiarità di questo nuovo rallentamento dell’economia mondiale che segue la crisi del 2009, i vincoli esterni europei posti al sistema del credito nazionale, i fattori di competitività necessari affinchè l’industria ceramica nazionale possa riprendere il proprio cammino di crescita, il supporto che il sistema bancario intende dare ad un tessuto di piccole e medie imprese vocate all’export, il nuovo posizionamento strategico delle imprese e dei distretti made in Italy nel rinnovato contesto internazionale.

(20 dicembre 2011)
Argomenti: Ceramico