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Piano Casa, definite le nuove linee di intervento

Dal mantenimento del patrimonio Erp all'’aumento delle abitazioni destinate all’'affitto. Ok al documento dalle associazioni imprenditoriali

L'obiettivo del Piano Casa è dare risposta ai bisogni abitativi dei prossimi anni, con particolare attenzione alle fasce sociali più deboli, in situazione di difficoltà economica e in primo luogo alle giovani coppie.

Il Piano comunale è stato condiviso con i sindacati degli inquilini Sunia e Sicet, i rappresentanti dei piccoli proprietari immobiliari Asppi e del Comitato unitario permanente degli ordini professionali, con le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil e con le associazioni economiche Confindustria, Legacoop, Api, Agci, Confcooperative, Cna e Lapam. Amministrazione e associazioni si sono inoltre impegnate a mantenere attivo il tavolo di confronto per monitorare periodicamente la situazione e apportare le eventuali e necessarie correzioni alle politiche intraprese.

Nel dettaglio, sarà evitato qualsiasi processo di dismissione del patrimonio Erp e verrà confermato il sostegno ai patti concordati con la riduzione dell'Ici-Imu, rafforzando però il controllo sulla regolarità dei richiedenti il beneficio anche con la collaborazione delle organizzazioni firmatarie degli accordi.

L'Agenzia casa, strumento efficace per affrontare il mercato degli alloggi disponibili e temporaneamente non utilizzati dai proprietari, verrà rafforzata, mentre sugli alloggi non utilizzati dai proprietari per oltre due anni sarà applicata l'Ici-Imu al massimo livello.

Il Piano conferma le politiche dei Peep e dell'edilizia convenzionata, con revisione dei meccanismi di accesso, di riscatto e di vendita al fine di evitare possibili speculazioni. Le modalità di determinazione dei prezzi di vendita da parte del Comune e i controlli sulla regolarità dei pagamenti saranno rivisti, esercitando, se necessario, anche il diritto di prelazione. Nelle aree Peep e convenzionate sarà aumentata la percentuale di alloggi destinati all'affitto, ampliando la parte di lunga durata e riducendo i livelli di canone. In particolare, nelle zone destinate ad attrezzature generali (le cosiddette zone F), il cui utilizzo dovrà essere coerente con le verifiche di compatibilità e sostenibilità ambientale, urbanistica e del sistema dei servizi, la percentuale di abitazioni convenzionate destinate all'affitto sarà del 50 per cento e il canone di rendimento verrà ridotto al 3,5 per cento.

Tra queste, sarà individuato un pacchetto di alloggi da destinare alle famiglie con redditi bassi, con particolare attenzione alle giovani coppie (housing sociale). Il canone sarà indicativamente di 350 euro per alloggi con una camera da letto e mezza e 400 euro per quelli con due camere. Le abitazioni saranno assegnate tramite l'Agenzia casa alle famiglie sulla base di requisiti reddituali. Per la realizzazione del piano di housing sociale per l'affitto permanente o di lunga durata sarà richiesto un impegno, in particolare, da parte della Fondazione cassa di risparmio di Modena (tramite la fondazione regionale per l'housing) e della Cassa depositi e prestiti.

Saranno avviati nuovi studi e piani mirati al recupero del patrimonio edilizio esistente, individuando incentivi normativi e sollecitando Stato e Regione a destinare specifiche risorse per interventi convenzionati con il Comune, al fine di contenere prezzi di vendita e canoni di affitto. Relativamente agli sfratti, infine, continuerà l'impegno con la Prefettura di Modena per il riconoscimento dello stato di emergenza e per la riattivazione del protocollo sul blocco degli stessi, al fine di evitare che le famiglie morose a causa della perdita del lavoro o per diminuzione dei redditi dovuti a cassa integrazione o mobilità siano private del diritto alla casa.

(19 dicembre 2011)