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Pagamenti in ritardo, Sos dalle imprese

Le associazioni di categoria denunciano l'allungamento abnorme dei tempi di pagamento negli appalti pubblici, soprattutto del Comune di Modena

Ance Modena, Cna Modena Unione Costruzioni, Confapi Pmi Modena Collegio Imprenditori Edili, Confcooperative, Lapam Comparto Costruzioni e Legacoop Modena Cooperative dei Servizi uniti contro i ritardi dei pagamenti nei pubblici appalti.

«Per quanto riguarda il 2010», denunciano le sei associazioni di categoria, «manca ancora parte dei pagamenti di opere già terminate. Dal 2011 le gare hanno scadenze ormai oltre i 2-3 anni. E con simili tempi le imprese si trovano in deficit di liquidità per pagare i propri fornitori e dipendenti, e sono costrette a rivolgersi alle banche che, nonostante si tratti di crediti da enti pubblici, sono sempre più restie ad anticipare risorse».

«Le Costruzioni stanno vivendo una delle peggiori crisi degli ultimi decenni. Il settore privato (sia nelle nuove costruzioni sia nelle ristrutturazioni) è pressoché fermo e le imprese si indirizzano sempre di più nel settore degli appalti pubblici, che però ha visto ridurre sensibilmente la quantità di lavori per effetto delle restrizioni della finanza pubblica».

«La scelta del Comune di Modena di bandire gare per appalti, pur sottostando ai limiti del "Patto di stabilità", da una parte testimonia la volontà di portare avanti opere importanti per la città. Ma la soluzione trovata, di posticipare tutti i pagamenti a 2-3 anni, di fatto fa ricadere tutto il peso della carenza di risorse pubbliche sulle imprese. Il risultato è di mettere in forse la sopravvivenza stessa delle aziende».

«La più evidente testimonianza dell’inaccettabilità di queste condizioni è che le ultime gare bandite, con una media di 14 imprese invitate per ogni bando, hanno visto una progressiva diminuzione della partecipazione di imprese modenesi, culminata addirittura con una gara andata deserta».

«Continuare in questa scelta avrà come conseguenza che sempre più solo le aziende con abbondante liquidità (della quale sarebbe opportuno valutare la provenienza, visti i tempi), e non certamente quelle modenesi, potranno permettersi di accettare condizioni così penalizzanti, facendo passare in subordine la qualità delle opere, l’affidabilità delle imprese e il sostegno all’economia locale».

«Occorre trovare soluzioni che riducano la distanza tra la giusta esigenza delle aziende di essere pagate in tempi accettabili e quella dei Comuni di rispettare il Patto di stabilità. Il vero e più grave problema da risolvere è che tempi di pagamento così lunghi non permettono di applicare la "cessione certificata del credito", che può essere attivata solo con dilazioni entro il limite massimo di un anno».

«Occorre bandire solo le gare con scadenza a un anno, anche a costo di ridurre il numero degli appalti, così da contenere la dilazione di pagamento alle aziende entro i 12 mesi, per evitare di "strozzare" le imprese».

«Ciò potrebbe avvenire se fossero indirizzati a questo scopo i sei milioni di euro svincolati nei giorni scorsi dalla Regione e le risorse recuperabili grazie all’ultima “legge di stabilità” governativa, che ha eliminato alcune restrizioni cui erano sottoposti i Comuni più virtuosi».

(18 novembre 2011)