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l'intervista

Giuseppe Morandini: «Aggregazioni per salvare le pmi»

Per il presidente di Piccola Industria di Confindustria le imprese possono affrontare la crisi diventando più grandi

Giuseppe Morandini«Le aggregazioni sono la polizza vita delle piccole e medie imprese del manifatturiero». È questa la sintetica quanto efficace battuta di Giuseppe Morandini, presidente di Piccola Industria di Confindustria, che abbiamo intervistato a margine del convegno nazionale "Aggregazioni tra imprese per accelerare lo sviluppo", tenutosi presso la sede di Confindustria Modena.

L'imprenditore, che per l'associazione degli industriali italiani segue in particolare le tematiche legate alle aggregazioni e fusioni, ritiene che la crisi economica abbia portato le pmi di fronte a un bivio. La scelta di una o dell’altra strada dipende dalle condizioni di ogni singola azienda: «Dove ci sono le possibilità finanziarie si ricapitalizza, ma dove mancano le risorse non si può fare a meno di intraprendere il processo di aggregazione».

Anche la Fornaci Giuliane, l’azienda di cui Morandini è presidente, ha nei confronti del principio aggregativo il suo debito di riconoscenza: «Il 2001 fu l’anno della svolta, da una conduzione familiare si passò a una gestione manageriale, ufficializzata attraverso un’operazione di fusione con il nostro principale concorrente. Non ho nessuna difficoltà a riconoscere che, in quel caso, l’aggregazione è stata vitale, una boa di salvataggio per il mio mestiere di imprenditore».

«Mio nonno diceva che per essere un buon imprenditore occorre metterci cuore, coraggio e cervello», aggiunge Morandini. «Ma rispetto al passato, la situazione delle pmi è peggiorata: fisco, burocrazia e credito, i nemici di sempre, vengono resi ancora più cruenti da una crisi che non concede tregua».

La domanda, a questo punto, sulla situazione economica generale («un’immersione a 50 metri di profondità con scarsissime riserve d’ossigeno») è d'obbligo e il presidente di Piccola Industria di Confindustria non si sottrae, ricordando che nel primo semestre del 2009 i fatturati sono calati dal 30 al 50 per cento. «Se le previsioni annunciano un autunno difficile», commenta Morandini, «io dico che ci si sta dimenticando quanto complicato sia stato arrivare a quest’autunno». «Nessuno di noi imprenditori vuole mollare, principalmente per due motivi: attaccamento alla propria azienda e responsabilità nei confronti dei dipendenti. A questo punto però, serve un sindacato che abbia la volontà di sedersi al tavolo dei rinnovi contrattuali».

La vera sfida, ha sottolineato ancora Morandini, «è comprendere, organizzazioni datoriali e sindacato, che la stagione delle conflittualità fine a se stessa è finita. Bisogna mettere sul tappeto elementi di confronto veri e non pretestuosi. Per il bene del Paese dobbiamo aprire una stagione di responsabilità e buon senso».

(21 settembre 2009)
Argomenti: Confindustria