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Monitor Intesa Sanpaolo

Emilia-Romagna, cresce l'export dei distretti

Tito Nocentini, direttore regionale di Intesa Sanpaolo: "Nel 2016 sono stati trainanti la Germania, la Francia e la Polonia. È tornato positivo anche il mercato russo con una crescita dell’8% grazie al traino dell’abbigliamento di Rimini e delle macchine agricole di Modena e Reggio Emilia"

Cresce l’export nei distretti dell’Emilia-Romagna. Nell’ultimo trimestre del 2016 ha infatti segnato un +1,3 per cento. Questo è il primo dato significativo che emerge dal "Monitor dei distretti industriali dell'Emilia-Romagna" realizzato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.

L’incremento è superiore a quello del totale dei distretti tradizionali italiani (+0,3 per cento) e sostanzialmente in linea con il dato del sistema manifatturiero regionale (+1,5 per cento). A spingere le esportazioni i mercati emergenti (+4,9 per cento) mentre quelli maturi hanno avuto un calo dello 0,7 per cento.

Tra i Paesi in maggiore crescita ci sono la Polonia, la Romania e la Repubblica Ceca. Buone anche le esportazioni verso la Russia che nel quarto trimestre 2016 sono cresciute dell’8 per cento.

Bene anche i mercati più maturi come Francia, Stati Uniti Canada e Svezia. In calo invece i Paesi Bassi, la Svizzera e il Giappone. Per quanto riguarda i singoli distretti, continua il trend positivo per quello delle piastrelle (+5,8 per cento) che ha beneficiato del buon andamento su quasi tutti i mercati esteri, in particolare in Francia, Stati Uniti e Germania. Le esportazioni di piastrelle verso gli Stati Uniti sono cresciute di un ulteriore 10,9 per cento nel 2016, dopo il +36,3 per cento del 2015. La Francia rimane il primo sbocco commerciale, mostrando nel 2016 un aumento dell’8,4 per cento.

Buona la crescita delle macchine utensili di Piacenza (+44,8 per cento) che ha registrato performance brillanti, soprattutto in Belgio, Spagna, Regno Unito e Polonia, e un balzo delle vendite in Malesia. Positivi i dati del distretto delle macchine per il legno di Rimini (+12 per cento) per non parlare del comparto della macchine per l’industria ceramica di Modena e Reggio Emilia che aumentano le esportazioni del 47,9 per cento.

Cala il settore dei ciclomotori di Bologna (-20,3 per cento), la causa principale è la forte restrizione dell’export verso gli Usa, secondo mercato di riferimento per importanza. Negative anche le esportazioni per il settore delle macchine per l’imballaggio di Bologna (-2,4 per cento nel quarto trimestre) e per le macchine agricole di Modena e Reggio Emilia (-3,5 per cento nell’ultimo quadrimestre).

Bene il settore alimentare; crescono del 9,4 per cento i salumi di Parma e del 4,1 per cento quelli di Modena. Aumenta del +7,2 per cento per l’export del lattiero-caseario di Reggio Emilia del 6 per cento il distretto dell’ortofrutta romagnola. Negativo il distretto dell’alimentare di Parma (-5,9 per cento) e dei salumi di Reggio Emilia 8 -27, 2 per cento).

Segnali positivi arrivano dal sistema Moda: cresce il tessile abbigliamento di Carpi (+3,3 per cento) e l’abbigliamento di Rimini (+4,7 per cento), mentre hanno subito un calo le esportazioni di calzature di San Mauro Pascoli (-4 per cento). Timidi segnali di ripresa per l’export dei mobili imbottiti di Forlì che, tuttavia, nonostante la crescita nell’ultimo trimestre dell’anno, complessivamente nel 2016 ha subito un arretramento (-3,6 per cento).

Bene le performance dei Poli Tecnologici regionali che hanno segnato un +2,1 per cento. Positivi i dati del polo Ict di Bologna e Modena che cresce del 4,8 per cento con ottimi risultati in particolare negli Stati Uniti, in Cina e Giappone, e il polo biomedicale di Bologna (+7,3 per cento) con ottime performance sui mercati spagnolo, britannico e russo. Chiude invece in negativo il distretto biomedicale di Mirandola (-4,6 per cento) a causa soprattutto delle difficoltà incontrate in alcuni Paesi come Francia, Svezia, Corea del Sud e Repubblica Ceca; positivo l’andamento in Belgio, Stati Uniti e Austria.

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(27 aprile 2017)