Confindustria Modena
Imprese
ARCHIVIO

Stampa l'articolo
l'acetificio

Monari Federzoni: sisma e a capo

L'azienda modenese punta a 20 milioni di euro di fatturato per il 2012. E per ripartire dopo il terremoto ha aderito al progetto "Natale per l'Emilia"

Monari Federzoni riparte dopo il terremoto. Foto tratta dal sito "Natale per l'Emilia"

Duramente colpita dal sisma, l'azienda produttrice di aceto balsamico Monari Federzoni non ha gettato la spugna e si è prontamente rialzata. Il 2012 è stato un anno particolare: da una parte i 100 anni di attività da festeggiare, dall'altra la tragica calamità naturale «Sebbene il terremoto abbia provocato danni ingenti al capannone e alle cisterne, la produzione non si è mai fermata: siamo subito corsi ai ripari per non compromettere il lavoro», dichiara orgogliosa l'ad Sabrina Federzoni. «Tanto che non abbiamo cambiato l'obiettivo di fatturato 2012: 20 milioni di euro, circa 300mila in più rispetto al 2011».

E proprio quest'anno l'azienda, fondata nel 1912 da Elena Federzoni, festeggia i cento anni di attività. Da acetificio artigianale, la società è cresciuta fino a detenere il 15,7 per cento del mercato italiano, con una produzione estesa su 74 ettari di vigneti, che permette di confezionare giornalmente 50mila bottiglie. Oggi, complessivamente, l’azienda produce 10 milioni di pezzi all’anno di aceto balsamico di Modena con bollino Igp, che deriva dai mosti d’uva di vitigni tipici dell’Emilia-Romagna, come Lambrusco, Trebbiano, Ancellotta, Albana, Sangiovese, Fortana e Montuni, lasciati fermentare naturalmente con l’aceto di vino in tini e botti di legno pregiato. «Negli ultimi cinque anni siamo cresciuti al ritmo del due per cento annuo, grazie soprattutto al traino dell’export, arrivato a contare per il 60 per cento delle vendite totali con una presenza in 50 Paesi», sottolinea Sabrina Federzoni. Dopo l’Italia, il principale mercato di sbocco sono gli Stati Uniti, seguiti dal Giappone e dal Canada.

«Nonostante i progressi sul fronte della quantità e della qualità, restiamo la tipica pmi italiana, gestita come all’origine dalla famiglia proprietaria», ribadisce Sabrina Federzoni. Con tutte quello che ne deriva. «La presenza diretta in famiglia è un valore aggiunto che a volte viene trascurato quando si analizzano le aziende di ridotte dimensioni. Essere una pmi nel mercato globale non è facile, considerato il peso crescente della concorrenza, ma questo ci consente di mantenere la flessibilità necessaria a variare l’offerta in base ai gusti dei consumatori». Niente nuovi soci al momento: «Ma non escludiamo in futuro di trovare accordi con altri soggetti industriali per crescere insieme».

L'azienda ha aderito al progetto "Natale per l'Emilia": una vendita speciale di prodotti tipici della zona per raccogliere fondi per la ricostruzione dei locali danneggiati dal terremoto e rimettere in moto la produzione delle realtà economiche locali. In particolare le confezioni "Natale per l'Emilia" diventeranno una modalità concreta e diretta per sostenere l'attività delle imprese terremotate. Sul sito http://www.nataleperlemilia.it/ è pubblicato il catalogo delle confezioni con la descrizione dettagliata dell'offerte, insieme alle storie dei produttori coinvolti.

(22 agosto 2012)
Argomenti: Agroalimentare