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Modena negli scatti d'autore

Un viaggio per immagini partendo da Modena. È questa la nota ispiratrice di un trittico di mostre fotografiche allestito in città in occasione del festival Filosofia.

La prima “Modena, dagli anni Venti al Dopoguerra”, presso la biblioteca civica d’arte Luigi Poletti, raccoglie gli scatti d’epoca della collezione Umberto Tonini: testimoni e attori sono le piazze e i muri della città su cui sfilano, come su uno schermo, parole, messaggi, immagini dipinte e incollate che segnalano e commentano gli eventi della grande e piccola storia collettiva.

Il decennio successivo è raccontato nella mostra “Anni Cinquanta: Modena e l’Italia della rinascita”, realizzata dal Fotomuseo Giuseppe Panini in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e allestita nei locali dell’ex ospedale Sant’Agostino. Oltre 150 scatti in cui tute e divise, vespe e lambrette, utilitarie Fiat, balere, corriere e cucine economiche si mostrano come veri e propri emblemi di una rinascita che non fu solo di Modena, ma dell’intero Paese.

Con un balzo verso il presente, la mostra di Olivo Barbieri “Site specific_Modena 08”, presso la Galleria Civica, misura tutta la distanza percorsa: con uno sguardo eccentrico, già intriso degli sky-lines delle metropoli e delle global cities, l’autore osserva la città da un elicottero e ne restituisce un paesaggio a doppio fuoco: i quartieri edificati risultano virati come modelli disegnati a china, mentre affondi quasi pittorici catturano il gesto e la presenza di una umanità varia e nuova per provenienza e per costumi.

Lo sguardo eccentrico caratterizza anche le opere fotografiche di Andreoni, Campigotto, Ferrero Merlino, Pirito, Rivetti, Thorimbert, esposte in “Due”, la mostra dedicata al secondo nucleo di acquisizioni della Collezione di fotografia contemporanea della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Il percorso espositivo (oltre 80 opere collocate negli spazi dell’ex Sant’Agostino) presenta paesaggi naturali resi come artifici, algide indagini in luoghi di tradizione, scarti di vite ordinarie e individui che osservano il deserto del reale chiusi nella loro particolare bolla protettiva.

(27 luglio 2009)
Argomenti: Cultura