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Modena laboratorio per i contratti di rete

Confindustria Modena farà da laboratorio per i primi contratti di rete in Italia: l'ufficializzazione viene da Aldo Bonomi, vicepresidente di Confindustria per le politiche territoriali e i distretti industriali Aldo Bonomi

Da sinistra: Giuseppe Molinari, Aldo Bonomi e Pietro FerrariConfindustria Modena laboratorio sperimentale per i primi contratti di rete che saranno fatti in Italia. Questo, in sintesi, si è stabilito nell’incontro di via Bellinzona che ha visto protagonisti il vicepresidente di Confindustria per le politiche territoriali e i distretti industriali Aldo Bonomi, il presidente degli industriali modenesi Pietro Ferrari, e il componente del consiglio direttivo di Confindustria Modena che si occupa del progetto aggregazioni attraverso "reti di imprese" Giuseppe Molinari.

«Formazione dei funzionari delle nostre associazioni, creazione di figure manageriali ad hoc grazie a una sinergia con l’Università Luiss, definizione di nuovi modelli di rating bancario con Barclays e Associazione Premio Qualità Italia (Apqi): sono queste le iniziative create da Confindustria a supporto delle aggregazioni attraverso il contratto di rete», spiega Giuseppe Molinari.

Confindustria, dopo l’approvazione tramite la Legge sviluppo della norma che prevede la possibilità di realizzare i contratti di rete, ha infatti creato un’Agenzia, Retimpresa, che ha lo scopo di facilitare le aggregazioni tra aziende. Sono già 21 i soci fondatori (tra federazioni di settore, associazioni regionali, territoriali e di categoria) che hanno partecipato all'atto costitutivo per rafforzare la rappresentanza di Confindustria nell'ambito delle reti d'impresa. E molti altri hanno cominciato l’iter per aderire all'Agenzia.

«Sul piano della governance queste aggregazioni hanno bisogno di strumenti capaci di agevolare il lavoro delle imprese senza incorrere nel rischio di nuove procedure burocratiche» afferma Aldo Bonomi. «Occorre che i modelli di organizzazione delle Reti siano improntati a un'estrema flessibilità e semplicità, privilegiando gli elementi essenziali di governance a forte vocazione industriale. Inoltre è necessario che la spinta all'aggregazione abbia un obiettivo condiviso e dichiarato, basato su un progetto industriale e di mercato. La recente approvazione delle norme sul contratto di rete risponde a queste esigenze e apre una fase nuova nelle politiche industriali del Paese».

(09 novembre 2009)
Argomenti: Confindustria