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la previsione

Modena, non frena la disoccupazione

In provincia, a fine 2012, è previsto un tasso di disoccupazione pari a circa il sette per cento

La disoccupazione è destinata a crescere anche a ModenaUna risalita lenta, segnata da una contrazione dell'occupazione, con uno slancio in avanti nell'industria dovuto alla ripresa delle esportazioni. Sono queste le previsioni per l'economia modenese che escono dall'annuale ricerca svolta per conto della Provincia di Modena dal centro studi bolognese Prometeia. In un contesto europeo già in affanno rispetto all'espansione del Pil mondiale, l'Italia sarà caratterizzata da una risalita lenta, con valori di crescita del Pil prossimi all'1 per cento fino al 2011 e all'1,5 nel 2012, mentre per la provincia di Modena si prevede un 2011-2012 all'insegna di un aumento del valore aggiunto complessivo pari a 1,8 punti percentuali di media all'anno, dopo il calo del 2,6 per cento nel 2009-2010.

A trainare la ripresa del valore aggiunto sarà soprattutto il settore industriale, con un aumento medio annuo del tre per cento, spinto in particolare dalla crescita delle esportazioni che, dopo un calo di quasi il 10 per cento tra il 2009 e il 2010, risaliranno fino all'aumento di oltre il 6 per cento all'anno nel 2011 e 2012.

Anche per i servizi, in calo negli ultimi due anni, si prevede una crescita dell'1,3 per cento, mentre le costruzioni, dopo una perdita del 2,3 per cento all'anno nel 2009-2010, dovrebbero risalire di circa un punto percentuale annuo nel 2011-2012, così come l'agricoltura, dopo una situazione stazionaria del valore aggiunto fino a oggi.

Modena paga comunque una maggiore difficoltà attuale nella ripresa della produzione industriale che, a fine 2009 e nel primo trimestre 2010, risulta indietro nel confronto congiunturale con le principali economie regionali del nord Italia (Piemonte, Lombardia, Veneto).

Fortemente legata alle esportazioni, Modena ha sofferto la crisi internazionale più di altri territori e l'occupazione è destinata a stabilizzarsi sui livelli bassi raggiunti ma nonostante questo, come sottolinea Daniela Sirotti Mattioli, assessore provinciale alle Politiche per l'economia locale, «le previsioni per i prossimi due anni mostrano un'industria che, dopo le forti razionalizzazioni attuate dalle imprese, è in grado di trainare la crescita del valore aggiunto. In tale contesto è necessario continuare a offrire misure di sostegno contro la crisi, come l'agevolazione dell'accesso al credito o l'anticipazione della cassa integrazione, puntare alla sburocratizzazione per sgravare di costi le imprese e coordinarsi con le forze economiche e sociali per creare nuove opportunità di lavoro e d'impresa».

Sul fronte occupazionale le previsioni di Prometeia segnalano una stazionarietà delle unità di lavoro sui livelli minimi del biennio 2009-2010, che ha registrato un calo medio del 3,3 per cento all'anno, facendosi sentire soprattutto nelle costruzioni (scese del 7,7 per cento), nei servizi (3,9 per cento) e nell'industria (2,8 per cento).

Nei prossimi due anni l'industria registrerà ancora un calo delle unità di lavoro, pari a mezzo punto di media all'anno. Andrà peggio all'agricoltura con una diminuzione del 2,6 per cento. I servizi riprenderanno invece ad assumere tornando al segno positivo con quasi un punto in più di media all'anno, così come le costruzioni. Queste tendenze faranno registrare in provincia a fine 2012 un tasso di disoccupazione pari a circa il sette per cento, comunque inferiore all'11 per cento previsto per la realtà nazionale.

(12 luglio 2010)