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Modena, dai distretti industriali un export a tre velocità

Sassuolo, con un +11,9 per cento, è il primo distretto della regione per volume di export, soffrono maglieria e abbigliamento di Carpi (-39 per cento) e il biomedicale di Mirandola (-8,9 per cento)

L'ultimo aggiornamento trimestrale del monitor dei distretti industriali dell'Emilia Romagna, elaborato dal Servizio Studi di Intesa Sanpaolo, è aggiornato al 30 giugno 2010.

Si consolida la ripresa dell'export dei distretti dell'Emilia-Romagna. Segnali positivi provengono dalla maggior parte dei sistemi locali della regione: chiudono infatti in territorio positivo, con tassi di crescita a due cifre, otto distretti su quattordici. Evidenziano incrementi superiori al 30 per cento i mobili imbottiti di Forlì (31,6 per cento) e l'abbigliamento di Rimini (+31,9 per cento).

Si conferma la ripresa delle piastrelle di Sassuolo (+11,9 per cento), primo distretto della regione per volume di export, dopo un biennio difficilissimo. Aumentano con tassi di crescita a due cifre i ciclomotori di Bologna (14,1 per cento), l'alimentare di Parma (22,6 per cento), e le calzature di Fusignano-Bagnacavallo (18,1 per cento).

Si conferma il buon andamento delle vendite sui mercati più lontani, che hanno sostenuto l'export nelle fasi più acute della crisi (Cina ed India), e si consolidano i segnali di recupero sui mercati di sbocco tradizionali, Francia e Germania in primis, che mostrano significativi tassi di crescita.

Spiccano per tassi di crescita sostenuti le esportazioni in Turchia (+53,4 per cento), Hong Kong (+30,5 per cento), Iran (81,2 per cento) e Sudafrica (81,2 per cento) a testimonianza della forte internazionalizzazione del sistema distrettuale emiliano.

Emerge un quadro caratterizzato da un'elevata dispersione dei risultati nel quale si evidenziano molte luci, ma altrettante ombre. Nel processo di uscita dalla crisi, l'Emilia Romagna appare infatti in ritardo rispetto alle altre regioni italiane mostrando un recupero più difficile e lento rispetto alla media distrettuale: 4,4 per cento tendenziale contro il 13,8 per cento della media italiana nel secondo trimestre 2010.

Il sistema emiliano, che nel 2009 si era confermato tra le realtà che avevano fatto registrare i risultati meno negativi su scala nazionale, sta ora soffrendo in importanti aree della regione (su tutti la maglieria e abbigliamento di Carpi, -39 per cento), quasi annullando di fatto i buoni risultati conseguiti da diversi distretti regionali.

La regione continua a scontare la sua specializzazione produttiva nella meccanica. Il settore, duramente colpito dalla crisi, nonostante stia mostrando un sensibile recupero a livello nazionale, solo parzialmente riuscirà a compensare nel breve periodo le perdite subite: resta infatti elevata la capacità produttiva inutilizzata. I distretti emiliani della meccanica mostrano infatti un significativo ritardo nel recupero dei livelli di attività precrisi. In particolare, le export dei primi sei mesi del 2010 di macchine agricole di Modena Reggio Emilia (+13,5%) e le macchine per il legno di Rimini (+29,8%) si posizionano su valori inferiori al 40% rispetto a quelli osservati nello stesso periodo del 2008.

Chiudono in territorio negativo e in peggioramento rispetto al primo trimestre dell'anno, il biomedicale di Mirandola (-8,9 per cento) e la food machinery di Parma (-3,8 per cento). Ancora in calo, ma ad un ritmo meno sostenuto, le export dei distretti delle macchine utensili di Piacenza (-12,6 per cento), delle calzature di San Mauro Pascoli (-13,9 per cento) e delle macchine per l'imballaggio di Bologna (-0,9 per cento).

Rimane critica la situazione del mercato del lavoro. Nel complesso la regione mostra segnali di ripresa ancora non sufficienti a compensare le perdite subite nel 2009. L'Emilia Romagna ha comunque tutte le caratteristiche per uscire dalla crisi: l'elevata internazionalizzazione si rivelerà driver fondamentale per rafforzare i segnali di ripresa evidenziati sui mercati più lontani e dinamici. Sarà però necessario puntare su altri fattori (qualità, innovazione) per continuare ad essere competitivi in un contesto sempre più globale e per soddisfare una domanda sempre più esigente.
Scarica il "Monitor dei distretti industriali dell'Emilia-Romagna"

(25 novembre 2010)