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excelsior 2011

Migliorano le previsioni occupazionali delle imprese modenesi

In provincia di Modena emerge un cambio di rotta: dopo due anni in cui la percentuale di imprese che dichiarava di assumere si attestava al 16 per cento, ben il 24,8 per cento dichiara che nel 2011 assumerà

Unioncamere ha pubblicato i risultati della quattordicesima edizione di Excelsior, sistema informativo sulle previsioni occupazionali, le figure professionali ed i titoli di studio più richiesti dal mondo imprenditoriale.

L’indagine è realizzata annualmente in collaborazione con il ministero del Lavoro, e con le Camere di Commercio italiane che coordinano le interviste alle imprese. Oggetto della rilevazione sono le previsioni di assunzione delle imprese con almeno un dipendente, con esclusione dell’agricoltura, della pubblica amministrazione e dei liberi professionisti.

In provincia di Modena emerge un cambio di rotta rispetto agli anni precedenti: infatti dopo due anni in cui la percentuale di imprese che dichiarava di assumere si attestava al 16 per cento, ben il 24,8 per cento dichiara che nel 2011 assumerà personale, tornando quindi quasi ai livelli del 2008 (26,7 per cento).

Nonostante questo miglioramento, il saldo previsto tra assunzioni e cessazioni rimane ancora negativo, anche se in misura nettamente minore rispetto agli anni precedenti: a fronte di 11.700 assunzioni, si prevedono 12.870 uscite, con un saldo negativo pari a 1.170 posti di lavoro. Così il tasso di variazione diviene pari a -0,6 per cento, contro il -1,7 per cento registrato nel 2010.

Tuttavia la provincia di Modena continua ad avere un dato leggermente più negativo del totale regionale (-0,2 per cento). Il miglioramento è dovuto soprattutto a un incremento deciso delle assunzioni previste rispetto al 2010 (+39,1 per cento) che fronteggiano un incremento di uscite molto inferiore (+12 per cento).

Quest’anno si è ridotto il differenziale del saldo entrate-uscite tra le imprese più grandi e quelle con meno addetti: le imprese da 1 a 9 e da 10 a 49 addetti perdono rispettivamente lo 0,8 per cento e lo 0,9 per cento, mentre le imprese con più di 50 addetti segnano un -0,4 per cento. Invece nel 2010 le piccole aziende mostravano un andamento sensibilmente peggiore.

Anche gli artigiani hanno rallentato le perdite (-1 per cento). Contrariamente agli anni passati, le previsioni negative non sono comuni a tutti i settori: l’industria perde nel complesso 810 posti di lavoro (-0,8 per cento), ma al suo interno vi sono sia settori in difficoltà come l’industria del legno, mobili e altri prodotti (-2,7 per cento), la ceramica (-2,4 per cento) e le costruzioni (-2,4 per cento), sia settori che registrano aumenti di occupazione come la fabbricazione di prodotti in metallo (+1,2 per cento), le industrie chimiche (+0,7 per cento) e la fabbricazione di mezzi di trasporto (+0,7 per cento).

I servizi perdono 360 posti di lavoro, con una variazione del -0,4 per cento; al loro interno le diminuzioni più sensibili si registrano nei pubblici esercizi (-2,9 per cento) e nei servizi di consulenza (-1,3 per cento). Discreta è la creazione di posti di lavoro nei trasporti (+0,9 per cento) e nei servizi immobiliari (+0,7 per cento).

Excelsior fornisce anche informazioni dettagliate sulle assunzioni prospettate; così, esaminando quelle non stagionali, emerge che le figure professionali più richieste sono le professioni nelle attività commerciali e servizi (21,4 per cento) con preferenze divise pressoché equamente tra professioni qualificate nei servizi di assistenza personali, addetti alle vendite e addetti ai pubblici esercizi.

Seguono le professioni tecniche (21,2 per cento), soprattutto per specialisti in amministrazione e organizzazione. Infine molto richiesti anche gli operai specializzati (17,4 per cento), tra cui prevalgono meccanici, montatori e riparatori. Per quanto riguarda i titoli di studio, il diploma di scuola media superiore rimare sempre il favorito, con il 44 per cento di segnalazioni e gli indirizzi favoriti sono l’amministrativo-commerciale (14,3 per cento) ed il meccanico (7,2 per cento). Le qualifiche professionali sono scelte nel 15,7 per cento dei casi, con l’indirizzo socio-sanitario che ha la prevalenza (7 per cento). Infine il 12,6 per cento delle assunzioni avviene di preferenza per i laureati, con l’indirizzo economico in testa (4,4 per cento). Guarda le tabelle

(01 settembre 2011)