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Menù, bioedilizia e nuove tecnologie per ripartire

Una realtà industriale distrutta dal sisma rinasce grazie al coraggio e alla determinazione dei titolari e dei dipendenti, nel segno della tecnologia più avanzata e dell’ecologia

Sono bastati pochi secondi per compromettere quanto raggiunto in ottant’anni di lavoro: dopo il sisma che ha colpito l’Emilia-Romagna il 20 e il 29 maggio scorso, oltre l’80 per cento del complesso produttivo della Menù di Medolla, azienda leader nella produzione di specialità alimentari destinate alla ristorazione professionale, era inutilizzabile.

Ai primi momenti di sgomento e disperazione hanno fatto da contraltare le qualità che contraddistinguono da sempre la gente di qui: determinazione, passione, coraggio. Parola d’ordine: ricostruire.

Artefici della rinascita la famiglia Barbieri, i 230 dipendenti dell’azienda (disponibili per costruire le strutture prefabbricate che ospitano temporaneamente gli uffici), il sostegno e il lavoro determinante degli oltre 300 agenti Italia ed estero e dei numerosissimi clienti, italiani e stranieri. La produzione è stata riavviata grazie a un gruppo di contoterzisti, mentre la logistica è stata provvisoriamente trasferita in magazzini presi in affitto nella vicina Nonantola.

Tutto questo per far fronte agli ordini che continuano ad arrivare, incessanti, all’azienda (che già dal 18 giugno è stata in grado di consegnare le proprie produzioni). Per poter assicurare alla clientela l’alto livello di servizio che è da sempre alla base dell’attività di Menù, senza farle pesare il disagio provocato dal terremoto, è in atto un lavoro di ricostruzione costante e frenetico, una lotta contro il tempo perché l’azienda possa ripartire con la propria produzione già alla fine dell’anno.

Sono 30mila i metri quadrati di capannoni da demolire e riedificare. Per la ricostruzione Menù ha puntato su tecnologie all’avanguardia, utilizzando il più possibile un materiale naturale e leggero come il legno. L’obiettivo era coniugare una ricostruzione rapida con un’alta qualità, in linea con le normative antisismiche e i criteri della bioedilizia: per i capannoni vengono impiegate coperture in legno lamellare, provenienti da forme di gestione boschiva certificate, fissate su strutture verticali in cemento armato.

La prefabbricazione garantisce la massima velocità di esecuzione in cantiere: basti pensare che il tetto del primo capannone, dell’area di 4.200 metri quadrati, con moduli standard di 24x12 metri, è stato completato in pochi giorni.

La struttura viene assemblata a terra e successivamente montata sui pilastri, in modo da garantire agli addetti la minima permanenza in quota. Per la ricostruzione dei capannoni e dello stabilimento Menù ha scelto Wood Beton di Iseo (Brescia) e un’azienda di Staggia di San Prospero, Fratelli Baraldi. Tecnologia ed ecologia insieme per dar vita a un sistema costruttivo che farà rinascere una grande azienda, dal passato glorioso e proiettata verso il futuro.

(21 settembre 2012)