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la mostra

Mauro Bompani, clic per contrasti paralleli

L'esposizione è stata inaugurata giovedì 3 dicembre al centro culturale "Giacomo Alberione". Proseguirà fino al 17 gennaio 2010

Da sinistra: Alessandro Pipino e Mauro BompaniMilioni di foto scattate, migliaia di libri scritti. Che cosa mostrare e che cosa scrivere ancora sull’India del sud e su Miami? La risposta del titolare di Fox Bompani, Mauro Bompani, si condensa in 36 clic, raccolti all'interno di una mostra personale che è stata inaugurata giovedì 3 dicembre e che proseguirà fino al 17 gennaio presso il centro culturale "Giacomo Alberione" di via 3 febbraio 1831 a Modena.

Enorme ricchezza e sconcertante povertà, grigiore diffuso e lampi di colore innaturale, profumi paradisiaci e olezzi nauseabondi, sorrisi scolpiti in volti particolari e dignitosa sofferenza: la costruzione semantica di questa mostra fotografica gioca sui "contrasti paralleli". «Le differenze più evidenti un attimo dopo sfumano in un parallelismo, ardito finché si vuole, ma pur sempre corretto», spiega Mauro Bompani. «Cambiano i fondali ma non le persone che si muovono sul palcoscenico della vita: un uomo che passeggia è tale sia che si trovi a Miami sia che si trovi nell'India del sud».

L'esposizione delle fotografie non vuole essere solamente una selezione di opere a mo' di reportage, ma piuttosto un confronto stimolante per riflettere sulle diversità e sui parallelismi di questi due mondi. «Per la particolarità dell’ambiente espositivo, un unico, lungo e ampio corridoio che consente una visione totale delle opere», afferma il presidente del centro culturale "Giacomo Alberione" Alessandro Pipino, «abbiamo rinunciato a un "percorso" progressivo. Abbiamo raccolto le immagini in diciassette pannelli con due fotografie vicine e, a lato, un intervento diciamo così letterario, per sottolineare o accompagnare o indirizzare una possibile lettura interpretativa».

La passione di Mauro Bompani per la fotografia si snoda attraverso due tappe fondamentali: la prima reflex degli anni Sessanta (con lo sviluppo in camera oscura) e l'avvento della tecnologia digitale. «La prima volta che ho preso confidenza con una macchina fotografica digitale è stato sette anni fa. Da allora è come se mi fossi innamorato del mezzo una seconda volta: la fotografia esprime ciò che provo in quell’istante, registra emozioni, immagini. Mi sono abituato a guardare non con il mirino ma con gli occhi dell’anima».

(04 dicembre 2009)
Argomenti: Cultura