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scalo merci

Accordo Emilia-Romagna e Fs Passo in avanti per Marzaglia

Confindustria Modena giudica positivamente l'intesa siglata tra Regione e Fs. Risolto il collegamento con Dinazzano, ora servono le opere viarie di completamento

Un accordo di programma, il primo a livello nazionale da parte di una regione, per ridefinire il sistema delle infrastrutture ferroviarie dedicate alle merci è stato siglato tra Regione Emilia-Romagna e Ferrovie dello Stato. «Una novità importante», ha sottolineato l’assessore alla Mobilità e trasporti della Regione Alfredo Peri, «che aiuta nella fase della programmazione e degli investimenti. In un clima di crisi economica come quello attuale, il ripensamento di una logistica delle merci basata su ferro è fondamentale».

«Bisogna assolutamente evitare la polverizzazione degli scali e degli interporti, a vantaggio di una rete di piattaforme logistiche ben integrata con i corridoi transeuropei. Con questa intesa», ha commentato l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, «si condivide finalmente un concetto fondamentale nella visione della struttura logistica ferroviaria di questo Paese».

Tra gli scali di punta dell’Emilia-Romagna figura anche Marzaglia, definito "strategico" nel suo collegamento con lo scalo di Dinazzano. I due poli logistici rivestono un ruolo chiave nel movimento merci interprovinciale, e in particolare per il distretto ceramico. A Marzaglia, la cui attivazione è prevista a partire dal 2011, convergerà il traffico merci degli scali di Modena, Rubiera e Reggio Emilia, che nel frattempo verranno chiusi.

Confindustria Modena, che attraverso il suo presidente Pietro Ferrari ha più volte rimarcato l'importanza di questa infrastruttura per il futuro dell'economia locale, ha accolto positivamente l'accordo. «Auspichiamo», commentano da via Bellinzona, «che questo accordo sia un ulteriore tassello perché lo scalo merci di Marzaglia possa essere attivato al meglio delle sue potenzialità, in particolare attraverso l'indispensabile collegamento ferroviario con Dinazzano, ma anche con la serie di opere viarie di completamento, senza le quali, l'infrastruttura modenese non può espletare la sua funzione».

(21 settembre 2009)