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Manifatturiero, comincia la riscossa

Nel secondo trimestre 2010 la produzione delle nostre imprese è aumentata del 12,8 per cento e il fatturato ha segnato un progresso dell'11,6 per cento

Nel secondo trimestre 2010 l'indice grezzo della produzione industriale è aumentato del 12,8 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, aumento che fa seguito al +0,5 per cento della rilevazione del primo trimestre. In valore il fatturato delle imprese, invece, ha segnato un progresso dell'11,6 per cento, arrestando una caduta che perdurava da sette trimestri consecutivi.

Dal lato della domanda le migliori prospettive, in questa fase, sono offerte soprattutto dai mercati esteri, con evidenti benefici soprattutto per i settori maggiormente export-oriented della provincia. A confermare questa tendenza il portafoglio ordini delle imprese risulta in crescita da diversi trimestri, al traino di un afflusso di maggiori commesse dall'estero che, nel confronto anno su anno, hanno portato a un incremento medio del 12,1 per cento. Sul mercato interno, invece, la dinamica degli ordini, pur confermandosi positiva, ha arrestato la sua perfomance verso un più modesto tasso di crescita del 7,6 per cento.

A frenare gli entusiasmi ci pensano i dati sull'occupazione dipendente, in flessione ancora del 3,2 per cento (-3,8 per cento il dato medio del 2009) e i livelli ancora molto elevati delle ore di Cassa integrazione richieste dalle imprese, pari a 3,6 volte quelle del medesimo periodo del 2009.

I settori
A spingere in modo più deciso sul pedale della ripresa sono state soprattutto le imprese della meccanica modenese. Aumenti particolarmente consistenti sono stati rilevati tra i "costruttori di macchine e apparecchi meccanici", dove si sono registrate variazioni a doppia cifra sia per la produzione che per il fatturato, in progresso rispettivamente del 27,1 per cento e del 24,4 per cento.

Seguono i settori le cui attività risultano in gran parte legate a quella dei beni strumentali, quali le "macchine e apparecchiature elettriche ed elettroniche" (produzione +19,7 per cento e fatturato +18,5 per cento) e i "prodotti in metallo e lavorazioni meccaniche" (+20,6 per cento per la produzione e +27,3 per cento per i ricavi).

Tra i vari settori della metalmeccanica in recupero si è mostrato anche quello dei "mezzi di trasporto", dove si è registrato un rimbalzo dei volumi prodotti del +14,9 per cento e del +10,9 per cento per il fatturato.

I dati del secondo trimestre si sono mostrati favorevoli anche per "l'industria della fabbricazione delle piastrelle in ceramica", seppure in misura più contenuta rispetto alla meccanica. In questo caso la distanza dai livelli di attività precrisi resta ancora molto ampia, con aumenti del 9,6 per cento per la produzione e del 4,5 per cento per il fatturato, i quali si contrappongono alle flessioni rispettivamente del 32 per cento in termini di volumi prodotti e del 20,2 per cento in termini di vendite registrate nel 2009.

In chiaroscuro, invece, i dati del tessile-abbigliamento, con produzione e vendite in flessione sia per "l'industria della maglieria" (rispettivamente 3,7 per cento e 2,2 per cento), sia per "l'industria dell'abbigliamento" (3,1 per cento e 2,7 per cento), ma con ordini in progresso dall'estero.

Anche nel secondo trimestre è continuato il trend di crescita "dell'industria alimentare", dove i relativi indici hanno segnato progressi del 3,8 per cento per i volumi trasformati e dell'8,5 per cento per i ricavi, mentre frena dello 0,7 per cento la produzione "dell'industria biomedicale", a fronte di ricavi in aumento del 2,5 per cento.

(06 agosto 2010)